De Laurentiis: «La Juve non deve andare al Mondiale per Club. Calcio in tv? Gratis per tutti»

Il patron del Napoli ha toccato diversi temi durante il Business of Football Summit organizzato dal Financial Times.

De Laurentiis Mondiale per Club
Aurelio De Laurentiis (Foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

«Deve essere gratis per tutti. Se vuoi recuperare pubblico devi andare in diretta tv gratis e tu come imprenditore devi essere quello che sa raccogliere una pubblicità gigantesca. E conta anche come fai vedere il calcio. Non solo negli stadi, che in Italia sono fatiscenti e non confortevoli per il pubblico. Parlo anche della tv: non è possibile che in Formula 1 le immagini mi facciano quasi credere di essere al posto del pilota e nel calcio non sia così».

Così il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato al “Business of Football Summit”, un evento promosso dal Financial Times, che si è tenuto negli ultimi due giorni a Londra. «Io dico sempre che l’esempio di come trasmettere una partita è la finale del Mondiale tra Argentina e Francia. Ma il calcio si è invecchiato anche come gioco: bisognerebbe sedersi ad un tavolo e riflettere, ma il nostro è un grande circo in cui non ti puoi fermare a pensare e quindi non puoi ribellarti».

Il numero uno dei partenopei ha parlato anche del tema agenti durante il suo intervento, dicendo che «sono un cancro del calcio e la classe arbitrale dovrebbe dipendere dai club, con cui dovrebbe dialogare perché non sia una casta ma dei collaboratori. Non esiste che un arbitro espella un allenatore, il calcio sembra una barzelletta per questo».

Poi il capitolo Mondiale per Club, con una frecciata alla Juventus: «Se dovessimo battere il Barcellona e poi fare una vittoria o un pareggio nei quarti di Champions, di diritto dovremmo andare noi al Mondiale per Club e non la Juventus. Penso però che il Napoli dovrebbe andarci comunque, perché se la Juve è fuori dalle coppe europee non dovrebbe essere ammessa al Mondiale per Club».

In chiusura, una battuta sul possibile addio di Osimhen a fine stagione: «Osimhen è un grandissimo giocatore ma si sa: Napoli è un posto fantastico, ci sono alcuni giocatori che si sono innamorati e ci sono rimasti come Hamsik per 11 anni. O altri per otto anni. C’è invece chi è stato attratto dal Real Madrid, dal Psg, dall’Arsenal, dal Manchester City, dal Chelsea. Quindi non puoi fermarli, soprattutto quando hanno una clausola rescissoria con cui possono essere acquistati. La sua clausola è una cifra molto alta (130 milioni di euro, ndr). Partirà? Vedremo. I soldi sono l’ultimo problema del Napoli. Abbiamo sempre fatto ottimi acquisti, li faremo anche in futuro. Quando vedi un giocatore andare via è come un figlio. Sei felice anche se questo figlio ha un successo fantastico ovunque».