Dal controllo di Marina e Pier Silvio ai dividendi: i Berlusconi portano Fininvest in una nuova era

Nei prossimi mesi saranno assorbite le ultime volontà del fondatore della holding di famiglia e recepiti i patti parasociali fra gli eredi.

Berlusconi prezzo Villa Certosa
Marina e Pier Silvio Berlusconi (Photo by PIERO CRUCIATTI/AFP via Getty Images)

La scomparsa del suo fondatore ha portato la Fininvest della famiglia Berlusconi verso una nuova era. Un’era che vedrà al comando, in coppia, i due primogeniti del Cavaliere, Marina e Pier Silvio.

Come riporta l’edizione odierna de La Stampa, i patti parasociali siglati dagli eredi dopo la morte di Silvio Berlusconi, avvenuta il 12 giugno scorso, verranno ora recepiti negli statuti delle holding personali e in quello della finanziaria di famiglia. Con ogni probabilità i consigli di amministrazione di Fininvest e delle holding personali dei figli di Silvio Berlusconi saranno infatti convocati la prossima settimana, con le relative assemblee che si terranno a fine mese.

Un passo formale che permetterà così di blindare i patti tra gli eredi, compresa l’impossibilità di cedere quote Fininvest per un periodo di cinque anni. Confermato anche l’allargamento del board fino a 15 consiglieri, mentre prima erano solo sette. Le modifiche definiscono il futuro della finanziaria che controlla Mfe (Mediaset), Mondadori e il 30% di Banca Mediolanum, sulla quale è ancora attesa la risposta della Banca Centrale Europea affinché Fininvest possa tornare a disporre della quota del 20% “congelata” per la perdita dei requisiti di onorabilità del fondatore. Le grandi novità dalla gestione paterna riguarderà principalmente il controllo della holding che, di fatto, sarà esclusivamente di Marina e Pier Silvio Berlusconi; almeno la metà dei dividendi sarà distribuita alle holding personali dei cinque eredi e, infine, i tre figli dal secondo matrimonio, Barbara, Eleonora e Luigi, avranno assicurato un posto nel CdA designando un consigliere di comune accordo.

La prossima settimana sono intanto attesi i conti di Mfe-Mediaset, tra le ultime trimestrali dei grandi gruppi quotati in Piazza Affari. Le prospettive tra gli analisti sono da considerare buone, pur in un periodo difficile per il settore. La previsione per il del terzo trimestre stima i ricavi per 500 milioni di euro, mentre per l’intero 2023 è sopra i 2,7 miliardi, sostanzialmente in linea con l’anno scorso. Intanto a ottobre la raccolta pubblicitaria è cresciuta dell’8%, un dato che dovrebbe essere confermato anche a novembre. I dati, però, si confrontano con un fine 2022 complicato perché c’erano i Mondiali di calcio in Qatar trasmetti dalla Rai. E un aiuto è venuto anche dalla ripresa di Prosieben in Germania dopo i conti del gruppo tedesco. Una società della quale Mfe-Mediaset è ampiamente il primo azionista con un ritorno dell’investimento per ora modesto.