Sporting, causa all'Inter per Joao Mario: i procedimenti ancora in corso

La causa è legata a una clausola che secondo lo Sporting costringeva i nerazzurri e il giocatore a riconoscere 30 milioni di euro qualora si fosse trasferito in un altro club portoghese.

Joao Mario
Joao Mario (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)

Lo Sporting Lisbona ha pubblicato i propri conti ufficiali per la stagione 2022/23. All’interno dei documenti depositati dal club portoghese – oltre ai dati sul pignoramento dello stipendio di Rafael Leao – è citata anche la questione Joao Mario, con il club portoghese che attende i verdetti di due cause legali intentate contro il giocatore e l’Inter.

L’inizio di questa vicenda risale addirittura al 27 agosto 2016, quando l’Inter trova l’accordo con i portoghesi per il trasferimento del trequartista. Nell’intesa fra le due società, secondo quanto afferma lo Sporting, ci sarebbe stata una clausola che obbligava i nerazzurri e il giocatore a versare 30 milioni di euro in caso di un suo trasferimento in un altro club portoghese. Joao Mario e i nerazzurri, il 12 luglio 2021, arrivano all’accordo per la rescissione del contratto che li legava e il giorno seguente il giocatore classe 1993 si accasa al Benfica.

Da qui nasce il malcontento dello Sporting che sospetta che sia il calciatore che l’Inter abbiano cercato un modo per svincolarsi da quell’accordo firmato nel 2016 fra i portoghesi e i nerazzurri. Per questo motivo, la società di Lisbona inizia un’azione legale a luglio 2022 alla Corte 4 del Tribunale del lavoro di Lisbona e poi a ottobre 2022 alla FIFA con la richiesta di vedersi riconoscere quei 30 milioni.

Dai documenti recentemente pubblicati, si evince come questi due processi siano ancora pendenti. A ottobre 2022, dando conto di questa vicenda nei documenti di bilancio, l’Inter spiegava che «la Società, pur ritenendosi non responsabile di violazioni contrattuali, sta esaminando con i propri legali le contestazioni di controparte ed agirà nelle sedi competenti per la tutela dei propri interessi».