Dopo l’annuncia ufficiale, arrivato nella serata di domenica, oggi è la giornata della firma del contratto e della presentazione di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico della nazionale dell’Arabia Saudita.
Mancini ha però già rilasciato le sue prime dichiarazioni come nuovo Ct della selezione saudita all’agenzia di stampa Italpress. «Ho fatto la storia in Europa, ora è il momento di farla in Arabia». Ha dichiarato l’ex commissario tecnico dell’Italia con la quale ha vinto l’Europeo 2020.
Ovviamente non è mancato un commento sulle molte polemiche seguite all’addio della Nazionale: «Mi hanno trattato come il mostro di Firenze, sì, Pacciani». Mancini ha raggiunto un accordo con i vertici della Federcalcio dell’Arabia Saudita valido fino a gennaio 2027 per 30 milioni di euro, bonus compresi, a stagione.
A chiudere il cerchio ecco che Mancini ha voluto affidare a Instagram la propria soddisfazione per l’inizio di questa nuova avventura: «In questi giorni ho ricevuto una manifestazione di piena fiducia sulla mia persona e di apprezzamento del mio lavoro dalla Federcalcio araba che mi ha scelto per il prestigioso incarico di Head Coach della National Team. Sono entusiasta di aver accettato questo nuovo progetto che si fonda sulla condivisione della visione strategica di crescita del settore calcistico e in particolare del mondo dei giovani a cui tengo da sempre. Questo incarico è un riconoscimento del valore attribuito al calcio italiano e anche in questa esperienza porterò con orgoglio la nostra italianità nel mondo».
Mancini, come primo impegno, ha quello di completare il proprio staff tecnico che lo dovrebbe accompagnare fino alla Coppa d’Asia del 2027, quando sarà proprio l’Arabia Saudita a ospitare il torneo continentale che i “Falconi Verdi” non vincono dal 1996. Ovviamente la Federcalcio saudita ha garantito al suo nuovo ct un nuovo staff allargato che dovrebbe contare 9-10 persone. Il grande nome dovrebbe essere quello di Gabriele Oriali, che come gli altri sta riflettendo sulla proposta che comporterebbe la residenza per almeno 183 giorni in Arabia Saudita, per godere dei benefici fiscali. In caso contrario le tasse sugli emolumenti ricevuti dovranno essere pagate in Italia.
Il primo appuntamento per la nazionale di Mancini è già fissato. L’8 settembre l’Arabia Saudita affronterà in amichevole la Costa Rica al St James’ Park, impianto che ospita le gare casalinghe di quel Newcastle che ha proprietà il fondo saudita PIF, grande regista della rivoluzione estiva del calcio saudita.
Le qualificazioni al Mondiale 2026, che rappresenteranno il primo scoglio ufficiale per il gruppo di Mancini, iniziano a novembre e sulla carta non dovrebbero essere proibitive. Infatti le avversarie dell’Arabia Saudita saranno Giordania, Tagikistan e una tra Cambogia e Pakistan. Il tutto in vista dell’inizio della Coppa d’Asia in Qatar che inizierà a gennaio 2024.
I grandi investimenti, garantiti da PIF, nel calcio saudita impongono una crescita del calcio locale rapida e dirompente e la stessa cosa deve avvenire in nazionale. I primi Mondiali in Asia si sono giocati in Qatar, la grande rivale dell’Arabia Saudita per la supremazia calcistica nei paesi asiatici, e i vertici sauditi non vogliono aspettare troppo per andarsi a prendere lo scettro di regina incontrastata del calcio in Asia.
La figura di Mancini, vincitore con l’Italia dello scorso Europeo e della Premier League con il primo Manchester City della gestione qatariota, è stata considerata perfetta per arrivare all’obiettivo. Ma intanto c’è ancora da chiudere il rapporto fra il nuovo ct dell’Arabia Saudita e la FIGC.
Nei giorni scorsi, i legali di Mancini hanno inoltrato una nuova PEC ai vertici federali per la risoluzione del contratto, data la presenza nell’accordo di alcune opzioni per un nuovo impiego. La FIGC, al momento, non ha dato seguito alla comunicazione e il contratto resta da risolvere a testimonianza di un clima tutt’altro che sereno tra le parti.
Sul tavolo rimane la possibilità di un contenzioso fra le parti, anche se le possibilità sembrano alquanto remote. Mancini potrà puntare come motivazione per le proprie dimissioni sulla perdita di personalità, come Evani e Sandreani, che appartenevano al proprio staff e che ora voleranno in Asia con lui. Anche se le trattative per assumere la carica di commissario tecnico dell’Arabia Saudita dovrebbero essere iniziate ben prime del 13 agosto, giorno delle dimissioni di Mancini.