San Siro, la protesta dei cittadini: «Preoccupati per il futuro: concerti peggio delle partite»

La comunicazione del Comune di Milano sul parere della Soprintendenza riguardante il vincolo inizia a porre quesiti importanti, sia nei risiedenti che nei politici, sul destino dell’intero quartiere qualora Inter e Milan decidessero di lasciare il Meazza.

Wuebuild ristrutturazione San Siro
(Foto: Claudio Villa/Getty Images)

La comunicazione del Comune di Milano sulla volontà della Soprintendenza di porre il vincolo sul secondo anello del Meazza, e quindi mettendo sostanzialmente un veto sull’abbattimento dell’attuale stadio, ha fatto esultare più di una persona presente nei vari gruppi contro il progetto congiunto di Inter e Milan.

Come riporta l’edizione odierna de Il Giornale, questo primo sentimento di felicità per vedere salvaguardato quello che è considerato un monumento della città è stato subito seguito, in un buon numero di esponenti del Comitato Sì San Siro, da una grande preoccupazione per il futuro dell’impianto, qualora le due società, come sembra, decidessero di lasciare definitivamente il Meazza.

Una parte dei residenti, presenti nel Comitato, era favorevole al progetto del nuovo stadio in comune fra i due club. Il portavoce Nicola Pelosi ha dichiarato in merito: «Mi è stata tolta la parola perché ho espresso l’opinione di chi è sempre stato a favore del progetto nuovo stadio che sicuramente avrebbe riqualificato tutta l’area. Oggi dobbiamo dire grazie ai Fedrighini, ai Monguzzi (capogruppo di Europa Verde), ai Giungi (consigliere Pd) che da subito si sono schierati contro il progetto per accontentare i versanti ambientalisti che oggi, per primi, hanno manifestato grande preoccupazione per i concerti che si sono svolti negli ippodromi della Maura e del Galoppo. Ma ce ne sono stati 19 anche a San Siro e se le squadre andranno via da Milano aumenteranno esponenzialmente, e da aprile a ottobre. A livello di traffico e impatto acustico sono molto peggio delle partite». Questo il suo intervento nella giornata di ieri alla Commissione sulla “Valutazione e definizione di criteri di soglia massima di pubblico per lo svolgimento di grandi eventi in ambito urbano” presieduta proprio da Enrico Fedrighini, esponente della Lista Sala.

La questione concerti, che una delibera comunale ha già regolamentato per l’anno prossimo mantenendo lo stesso numero del 2023 fra stadio e Ippodromi, anche se è ancora possibile una modifica e una rimodulazione per evitare una sovrapposizione di due eventi lo stesso giorno e in due aree diverse. Ma le critiche verso i concerti non si sono placate: «La delibera votata dalla giunta a giugno è troppo soft rispetto ai tantissimi disagi subiti dai residenti – sostiene il capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico -. Questi devono essere liberi di rientrare nelle loro abitazioni a qualsiasi orario. In tal senso, la futura ZTL di San Siro dovrebbe essere ampliata fino ai tanti parcheggi di interscambio (Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino, San Leonardo) e ampliato il servizio di navette».

Il consigliere della Lega Samuele Piscina ha ribadito invece che «la ZTL a San Siro, come quella all’Isola, non riduce il traffico ma casomai congestiona le vie limitrofe aumentando lo smog. Invece di creare nuovi divieti serve un controllo della mobilità che sia più efficiente e scorrevole». Il futuro del Meazza, sì, ma i prossimi mesi si riveleranno caldissimi per quanto riguarda le discussioni sul destino di un intero quartiere come San Siro.