Grana nuovo stadio per il Chelsea: c’è anche il nodo del nome

Il Chelsea vuole abbandonare Stamford Bridge. Questa è la volontà, nemmeno tanto nascosta, del nuovo proprietario Todd Borhly che vuole vedere i suoi Blues in un impianto ben più grande…

Chelsea ampliamento Stamford Bridge

Il Chelsea vuole abbandonare Stamford Bridge. Questa è la volontà, nemmeno tanto nascosta, del nuovo proprietario Todd Borhly che vuole vedere i suoi Blues in un impianto ben più grande dell’attuale che ospita 40 mila spettatori.

Un ampliamento è molto difficile, con studi fatti negli ultimi mesi, visto che lo stadio si trova nel quartiere residenziale di Fulham a Londra e sorge sulle macerie dell’impianto costruito nel lontano 1877 ed è ancora presente un vecchio muro accanto allo Stamford Bridge a ricordarlo. Quel muro ora è una bacheca che ospita i volti dei grandi del passato con le loro statistiche in maglia Blues, tra cui anche il compianto Gianluca Vialli.

Tornando alla questione stadio, secondo quanto riporta l’edizione odierna del Sole 24 Ore, Boehly vorrebbe spostare il suo Chelsea in uno stadio da almeno 60 mila spettatori, più moderno e che permetta di aumentare i ricavi del club. Il proprietario statunitense avrebbe anche già individuato l’area dove far sorgere il nuovo stadio: Earl’s Court, che dista da Fulham Road 1,4 miglia, l’equivalente di 2,2 chilometri.

Uno spostamento che ricorda quello che vuole fare il Milan con Gerry Cardinale che ha individuato La Maura come terreno ideale per costruire il nuovo stadio dei rossoneri, in solitaria e non molto distante da San Siro. Proprio come il club di Milano vuole avvicinarsi agli altri europei, tutti forniti di uno stadio di proprietà, anche il Chelsea non vuole perdere terreno nei confronti delle dirette avversarie in Premier League, il campionato più ricco del mondo.

Infatti, se il Tottenham ha un impianto all’avanguardia e fra i più avveniristici al mondo, Stamford Bridge è uno dei più malandati di Inghilterra, con l’ultimo importante intervento di ammodernamento che risale agli anni ’90, proprio come San Siro. E ora è il momento di parlare dei costi. Demolire e ricostruire sullo stesso posto, come fatto dal Tottenham, costerebbe 2 miliardi, il doppio di quello speso proprio dagli Spurs. La soluzione più facile, che farebbe risparmiare 1 miliardo è quella di traslocare lì vicino.

Ed ecco l’area che interessa a Boehly confina con uno degli storici cimiteri di Londra, il Brompton Cementery. Dal lato opposto c’è un cantiere fermo, ormai da anni, che sorge dove una volta c’era l’Exhibition Centre, la fiera di Londra. A dirigere i lavori è la Earls Court Development Company che ha già più volte ribadito come il suo progetto, la costruzione di un complesso residenziale, vada avanti e non c’è nessun cambio di programma che preveda la costruzione di uno stadio.

Insomma, uno ostacolo sulla strada del nuovo stadio del Chelsea che ricorda le diverse peripezie che i club italiani hanno dovuto, o stanno affrontando, per veder approvati i propri progetti per dei nuovi stadi. Oltre a questo, il Chelsea deve affrontare un problema anche per quanto riguarda l’abbandono di Stamford Bridge, in cui è solo ospite. Infatti, la proprietà dell’impianto è di una società chiamata CPO, Chelsea Pitch Ownership, che ha un enorme potere di ricatto. Il CPO, infatti, detiene anche il nome Chelsea Football Club, che dà in comodato gratuito al club in cambio dell’impegno a giocare le partite a Stamford Bridge. Se dovesse traslocare altrove, il Chelsea dovrebbe cambiare nome.