San Siro, nuova ipotesi: secondo stadio vicino al Meazza

San Siro potrebbe rimanere in piedi e Milan e Inter potrebbero spostarsi per giocare a un chilometro e mezzo dall’attuale impianto, senza che questo venga demolito, come invece previsto dal…

San Siro (Foto: Claudio Villa/Getty Images)
(Foto: Claudio Villa/Getty Images)

San Siro potrebbe rimanere in piedi e Milan e Inter potrebbero spostarsi per giocare a un chilometro e mezzo dall’attuale impianto, senza che questo venga demolito, come invece previsto dal progetto attuale della “Cattedrale”. Sarebbe questa – secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera – la nuova ipotesi per la futura casa delle due società milanesi. Inter e Milan, con il sindaco Beppe Sala, starebbero intensificando i contatti per provare a spostare il nuovo impianto nelle vicino al Meazza ove c’erano le piste di allenamento dei cavalli.

L’area in questione (lungo via Pinerolo) è di proprietà di Snaitech e misura 75 ettari, abbastanza grande per ospitare un nuovo stadio e di proprietà privata, così da evitare lo scoglio dei Comitati cittadini e dei ricorsi alla giustizia amministrativa che hanno visto coinvolto, e sono ancora in essere, il progetto della “Cattedrale” realizzato dallo studio di architettura Populous.

L’area, in parte, è già destinata a uso sportivo e si trova sulla linea rossa della metropolitana, senza contare che per il Comune di Milano si scongiurerebbe l’ipotesi che le due società si trasferiscano da un’altra parte. Sarebbe un danno anche se solo una delle due abbandonasse San Siro, che rimarrebbe in piedi qualora si decidesse di procedere sull’area.

Il Comune, negli scorsi mesi, ha ricevuto l’offerta di ASM Global, società che organizza grandi eventi e gestisce molti stadi e arene in giro per il mondo, per la gestione di San Siro. È ancora tutto sul tavolo di Sala (sebbene nel dossier del dibattito pubblico il Comune avesse respinto l’ipotesi di ristrutturazione) in attesa che si prenda una decisione definitiva per il nuovo impianto di Inter e Milan.

La nuova area individuata permetterebbe alle due società di sviluppare anche la seconda parte del loro progetto, quella urbanistica che prevede uffici, residenze e centro commerciale, che nell’area pubblica di San Siro vengono aspramente contestate dai Comitati cittadini che accusano le società di fare un regalo ai privati intenti solo a speculare.

Intanto, il Comune aspetta il responso delle società sulle sue richieste di migliorie per il progetto “Cattedrale”: aumento della capienza, prezzo dei biglietti popolari, più verde. Condizioni che non sembrano impossibili da soddisfare per poter andare avanti sul “Piano A”, quello che prevede il nuovo stadio a pochi metri dal Meazza e la conseguente demolizione di San Siro. Sullo sfondo le già discusse possibilità di lasciare Milano, almeno per una delle due società, che portano a Sesto San Giovanni, Rozzano e San Donato.