Tra la giornata di oggi e quella di domani la Sampdoria, insieme a tutte le società calcistiche e non che aderiranno, verserà le prime tre rate con relativi interessi al 3% delle 60 previste per pagare l’Irpef degli ultimi due anni, sospesa come misura contenitiva per i mancati introiti da Covid.
Per i blucerchiati, però, come riferisce Il Secolo XIX, la partita importante che si sta giocando in queste settimane è quella relativa alla cessione. Il trust Vidal e la famiglia Ferrero sono sempre al lavoro per ottenere un bond convertibile, si parla di una cifra intorno ai 30/35 milioni di euro, con a garanzia il 100% delle quote del Samp, che consentirebbe all’attuale proprietà di sistemare i conti del club per essere più forti poi in sede di trattative per la vendita.
Questa pista, come riporta il quotidiano genovese, sta attirando nuovamente l’interesse di potenziali acquirenti che già erano stati protagonisti di indiscrezioni nel recente passato, salvo poi aver mollato il colpo in seguito alla due diligence sui conti della Samp. E pare che uno di questi sia propenso anche a riconoscere una somma alla famiglia Ferrero. I nomi non sono noti, ma secondo Il Secolo XIX sarebbero da escludere Cerberus e Citibank.
Chi rimane sempre in prima fila, però, è il manager Alessandro Barnaba che ha presentato un’offerta modificata, ma che non prevede un riconoscimento economico all’attuale proprietà, e che scade il prossimo 5 gennaio 2023, giorno della prima convocazione dell’Assemblea straordinaria degli Azionisti della Sampdoria.
Proprio la seconda convocazione, il 10 gennaio, è invece la data di scadenza per il trust Vidal e la famiglia Ferrero per trovare un’intesa con soggetto finanziario (si parla insistentemente di Oaktree) che garantisca quei 30/35 milioni che rimanderebbero il discorso cessione, visto che per andare avanti servono circa 50 milioni da immettere nel club attraverso un aumento di capitale. Ma il tempo stringe, mentre Ferrero è stato affiancato da un altro legale, Pieremilio Sammarco.
L’offerta di Barnaba, inoltrata il 24 dicembre, prevede che l’operazione di acquisto sia condotta dal veicolo lussemburghese Metis Sporting, posseduto al 100% da Merlyn Partners, costituita appunto da Barnaba con i suoi due soci. Il fondo invece che metterebbe i soldi è Merlyn Turnaround. La proposta di Barnaba è strutturata, un progetto industriale e non di speculazione finanziaria. Che include una stretta collaborazione con il Lille, di cui Merlyn è comproprietario.
Questa prevede l’azzeramento sostanziale del patrimonio netto e la conseguente delibera di abbattimento del capitale sociale. Oltre a un piano di ristrutturazione del debito attraverso uno degli strumenti di gestione della crisi e un piano di rimborso con le banche con scadenza ventennale. Gli accordi con i Ferrero e le banche sono fondamentali, a prescindere dall’azzeramento del capitale sociale. Il tempo stringe e la soluzione a questa situazione intricata va trovata entro e non oltre il 10 gennaio.