Nuovo stadio Sesto progetto

Il percorso verso il nuovo San Siro si fa sempre più tortuoso e pieno di ostacoli per Milan e Inter. Le due società speravano in una accelerata dopo la fine del dibattito pubblico, ma da questo confronto sono emerse altre problematiche che il Comune di Milano chiederà ai due club di risolvere.

Secondo quanto riporta l’edizione milanese de La Repubblica, il Comune del capoluogo lombardo, attraverso la maggioranza Pd, ha in programma una votazione a Palazzo Marino per mettere nero su bianco alcuni ulteriori paletti per la costruzione dello stadio.

Se su alcuni punti le società si erano dette già pronte a prendere le contromisure richieste, altri sembrano allungare ancora di più tutto l’iter che dovrebbe prevedere la presentazione del progetto definitivo, che ancora Inter e Milan non hanno realizzato perché vorrebbero rassicurazioni in merito ai tempi.

Nel dettaglio, il coordinatore del dibattito pubblico Andrea Pillon ha evidenziato criticità che il Comune ha elaborato ed ecco le richieste ai due club: aumentare il verde rispetto a quanto già previsto nel masterplan presentato; trovare un garante esterno che certifichi la neutralità carbonica sia dell’abbattimento del Meazza sia della costruzione della nuova struttura; spostare lo stadio di qualche metro per allontanarlo dalle abitazioni che si affacciano su via Tesio; mantenere invariati i costi dei biglietti; portare la capienza dell’arena dai 60mila posti previsti a 70mila.

Insomma, diverse richieste che toccano vari aspetti del progetto e che costringeranno Inter e Milan a rimettersi al lavoro se vorranno che il loro nuovo stadio sorga a San Siro. Inoltre, non accenna a placarsi il fronte che vorrebbe la ristrutturazione del Meazza, ipotesi già abbondantemente rifiutata dalle società, specialmente dal presidente rossonero Scaroni, ma che sarà al centro di un documento portato avanti dall’assessore all’ambiente Elena Grandi, che sarà presentato in consiglio comunale nelle prossime settimane.

Il fronte del no però si fa sentire e cresce all’interno del consiglio con il capogruppo di Europa Verde Carlo Monguzzi che si è opposto alla costruzione del nuovo stadio: «Questa operazione è un disastro ambientale con la produzione di 210 mila tonnellate di CO2, come ci dice il Politecnico, e noi invece dobbiamo da subito diminuirle. Non servono piccoli aggiustamenti, ma rivedere l’intero progetto e ristrutturare il Meazza».

Il dialogo fra le parti va avanti a rilento e fra mille problematiche con i piani B, soprattutto per quel che riguarda il Milan, che continuano a prendere sempre di più la ribalta. Nell’aree ex Falck di Sesto San Giovanni, alcuni esponenti rossoneri stanno portando avanti dei colloqui con il colosso americano Hines, incaricato della maxi rigenerazione urbana di quell’area. Proprio gli americani potrebbero costruire una nuova arena e poi affittarla al Milan, se si consumasse la separazione dall’Inter, un matrimonio molto difficile fuori dall’area San Siro. Nel frattempo spunta anche un piano C, quello dell’area di San Donato.

Più passa il tempo e più la possibilità che le squadre si separino cresce, anche se al momento la proprietà dell’Inter non avrebbe la capacità di rimanere sola a San Siro e farsi carico delle ingenti spese di ristrutturazione che andrebbero a sommarsi alle spese per l’affitto dello stadio.

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