Lille acquisto stadio
(Foto: Julian Finney/Getty Images)

Si è tenuto questo pomeriggio in diretta su Class Nbc l’evento “Milano Parigi capitali 2022”. Tra gli ospiti intervenuti nello spazio dedicato al calcio e al business c’è stato anche Alessandro Barnaba. Fondatore del fondo Merlyn Advisors, che a fine 2020 è entrato nel Lille rilevando la società francese dal patron Gérard Lopez (qui una sua intervista a Calcio e Finanza dopo la conquista della Ligue 1 nel 2020/21), Barnaba ha parlato del tema infrastrutture con un paragone tra Francia e Italia.

«Se da un lato è verto che sono stati costruiti tanti stadi rispetto all’Italia, abbiamo un problema di proprietà degli stadi. A Lille è stato realizzato un nuovo stadio per gli Europei, però non è nostro ed è un gran problema perché quando si prova ad andare ad ottimizzare il valore aggiunto che aiuta le squadre nel poter competere, non essere proprietari degli stadi e non poterli gestire direttamente e indirettamente per generare flussi di cassa addizionali è ovviamente una cosa che crea problemi», ha esordito.

«Stiamo provando a comprare lo stadio ma non è facile, come avviene in Italia. Sicuramente non è tutto oro che quel che luccica», ha ricordato ancora Barnaba. L’attuale impianto del club francese è stato inaugurato nel 2012 ed è costato 324 milioni di euro. Ha una copertura che può essere azionata in caso di necessità e ospita 50mila persone.

Barnaba ha parlato anche dell’appeal dei campionati, con riferimento al percorso della Premier League: «Fino a 20 anni fa della Premier League non interessava nulla a nessuno, tutti volevano guardare la Serie A. Come si è arrivati ad oggi? L’Inghilterra è stato il primo paese in cui c’è stato un cambio di passo nella gestione dei club, con l’arrivo di nuovi proprietari stranieri, dove il club smetteva di essere gestito come squadra di calcio e iniziava ad essere gestito come una azienda».

«È quello che stiamo cercando di fare a Lille ed è l’unica maniera per cercare di massimizzare il valore di una società. Il problema è che il calcio è anche una fonte di influenza, di potere politico. Finché abbiamo nelle leghe tante squadre che invece di avere a cuore la massimizzazione del valore finanziario di ciascuna lega con un obiettivo corporate, hanno un interesse molto più politico, faremo sempre fatica ad arrivare a massimizzare il potenziale», ha detto focalizzandosi sul problema che limita la crescita.

«È uno dei motivi per cui in Francia abbiamo spinto per avere un terzo a gestire la media company, una cosa a cui si stava lavorando anche in Lega. Abbiamo venduto parte della MediaCo a CVC e loro gestiranno l’aspetto dei diritti tv nell’ottica e nella speranza che tutti gli elementi politici vengano messi da parte per massimizzare il valore del prodotto», ha concluso.

TUTTA LA SERIE A TIM È SOLO SU DAZN: 7 PARTITE IN ESCLUSIVA E 3 IN CO-ESCLUSIVA A GIORNATA. ATTIVA ORA. DISDICI QUANDO VUOI

PrecedenteFederer si ritira: «La Lever Cup il mio ultimo evento»
SuccessivoL’Inter rinnova la partnership con Acqua S.Bernardo