Champions ricavi minimi
(Foto: David Klein / Sportimage, via Onefootball)

La prossima edizione della UEFA Champions League varrà oltre 2 miliardi di euro. E’ quanto emerso da documenti ufficiali di cui Calcio e Finanza ha preso visione, dai quali si evince che la cifra che sarà distribuita ai club dalla fase a gironi in avanti aumenterà rispetto a quella per il triennio 2018/21 (1,950 miliardi di euro).

Sulla base delle nuove cifre della massima competizione europea per club, abbiamo potuto stimare con un maggior grado di precisione i ricavi minimi delle società italiane che prenderanno parte al torneo: Inter, Milan, Atalanta e Juventus.

Si tratta di cifre ufficiali, ma dalle quali dovrà essere detratta una quota a seguito dell’impatto dell’emergenza Coronavirus. Questa parte non è attualmente calcolabile, ma – spiega la UEFA – sarà detratta al termine della stagione 2021/22, quanto tutti i conti saranno finalizzati.

Champions ricavi minimi – Le cifre

Anche per la prossima edizione, la certezza saranno i 15,64 milioni di euro (in leggero aumento) garantiti dalla partecipazione alla competizione per ciascun club.

Per quanto riguarda il ranking storico/decennale, la Juventus è certa della propria posizione perchè le squadre che la precedono sono già tutte qualificate per la competizione. Sulla base di questo dato, il club bianconero incasserebbe 30,7 milioni di euro.

Per le altre italiane – in particolar modo per l’Atalanta –, molto dipenderà dagli spareggi che si disputeranno per definire le ultime squadre qualificate. Nel peggiore dei casi (dunque ipotizzando ricavi minimi per ciascuna società) il Milan incasserebbe poco più di 17 milioni di euro, subito davanti all’Inter con 15,9 milioni.

Rischia più di tutti l’Atalanta, che nel peggiore dei casi potrebbe trovarsi ad essere 31esima, davanti solamente al Lille tra i club già sicuri di prendere parte alla competizione. In questo scenario, per i bergamaschi il ranking storico/decennale varrà un minimo di quasi 2,3 milioni di euro.

Champions ricavi minimi – Il market pool

La terza voce che comporrà sicuramente i ricavi minimi dei club italiani in Champions è quella del market pool. Per questa sezione, la UEFA ha riservato 300,3 milioni di euro ai club da dividere proporzionalmente sulla base del valore del mercato televisivo di ciascun Paese.

Si tratta di un calcolo complesso – attualmente non realizzabile – basato sul valore dei diritti televisivi della competizione per ciascuna Federazione, e sulla base del quale viene assegnata una quota di questi 300 milioni di euro.

La quota del market pool per ciascuna Federazione è a sua volta divisa in due parti. Una prima metà viene distribuita sulla base della performance nel campionato nazionale precedente, e nel caso dell’Italia in questo modo:

  • Inter – 40%
  • Milan – 30%
  • Atalanta – 20%
  • Juventus – 10%

La seconda metà viene invece distribuita in base al numero di partite giocate da ciascun club nella UEFA Champions League 2021/22. Per dare un’idea del peso di questa fetta di ricavi, degli oltre 248 milioni distribuiti ai club italiani nel 2019/20, oltre 51 milioni erano riconducibili al market pool (il 25% circa).

Champions ricavi minimi – Juventus davanti a tutti

INTER MILAN ATALANTA JUVENTUS
Bonus partecipazione 15,64 15,64 15,64 15,64
Market pool 1 e 2 da calcolare da calcolare da calcolare da calcolare
Ranking storico 15,918 17,055 2,274 30,699
TOTALE 31,558 32,695 17,914 46,339

dati in milioni di euro

Dunque, senza considerare il market pool, la Juventus incasserà un minimo di 46,3 milioni di euro dalla Champions League 2021/22 (grazie soprattutto alla quota del ranking storico). Seguono il Milan con 32,6 milioni e l’Inter con 31,5 milioni e chiude l’Atalanta con 17,9 milioni di euro.

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