chi sono i soci di interspac
Carlo Cottarelli (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

L’economista Carlo Cottarelli torna a parlare di Interspac, la newco costituita nel 2018 da un gruppo di tifosi vip nerazzurri. In particolare, nell’intervista rilasciata a Tuttosport, Cottarelli si è soffermato sul tema dell’azionariato popolare, un’idea mai abbandonata.

A tal proposito, due deputati del M5S hanno depositato alla Camera un progetto di legge per promuovere l’azionariato popolare in Italia: «Nelle scorse settimane mi ero sentito con Buffagni (uno dei promotori ndr). Dovrei studiare la forma precisa di questo provvedimento per capire se il meccanismo del credito di imposta vada bene o meno».

«Forse si poteva essere più ambiziosi. In linea di principio in Germania, vedi il Bayern, le società sportive sono associazioni di tifosi: questa sarebbe stata la vera rivoluzione», ha aggiunto Cottarelli ricordando la regola tedesca del 50+1.

Sulla struttura dei bavaresi con Audi, Adidas e Allianz, Cottarelli aggiunge: «Rappresentano il 25% del totale. Il restante 75% è determinato da 170 mila tifosi, che di fatto hanno il controllo della società. Anche per un azionariato popolare è utile avere una base, come quella dei bavaresi, che conta sulle famose tre A».

Alla domanda se del progetto Cottarelli abbia di recente parlato con la famiglia Zhang, l’economista ha risposto: «No, loro sanno che ci siamo. Il problema più recente dell’Inter, mi pare di capire sia di liquidità. Il nostro è un progetto a medio termine, non è che renderebbe subito disponibili centinaia di milioni».

«Andiamo avanti per la nostra strada, a settembre organizzeremo un evento per pubblicizzare questa idea: non è solo una questione di Inter, è la promozione dell’azionariato popolare e diffuso che vale per tutte le squadre», ha aggiunto.

Con Interspac, «il nostro progetto era di rafforzare il capitale dell’Inter, non di entrare come soci di maggioranza». Mentre sull’obiettivo finale Cottarelli è sicuro: «Creare un legame identitario tra il tifoso e la società. Così si crea un senso d’appartenenza maggiore e sono più semplici anche le attività commerciali».

Infine, una battuta su come sarebbe gestita l’Inter: «Un grande club di calcio che non mira alla massimizzazione del profitto nel breve periodo. Una coniugazione di risultati e di sogni dei tifosi».

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