Cosa rischia Lazio tamponi
Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

Prenderà il via oggi davanti al Tribunale federale il processo di primo grado sul caso tamponi che riguarda la Lazio e che ha portato al deferimento del club biancoceleste, del presidente Claudio Lotito e dei medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia, accusati dalla Procura della FIGC di violazione del protocollo anti Covid (sei i capi d’accusa).

Come riporta La Gazzetta dello Sport, verrà aperto il dibattimento davanti al presidente del Tribunale Cesare Mastrocola e al collegio composto da altri quattro giudici. Quindi si valuteranno eventuali richieste di rinvio. La Lazio sembrava intenzionata a posticipare la data del processo, ma l’avvocato del club Gian Michele Gentile sembra orientato ad andare avanti adottando un’altra strategia difensiva.

Tra le prime cose, ci sarà anche da stabilire l’ammissione dell’istanza d’intervento del Torino come società terza interessata. Il club granata vuole prendere parte al dibattimento, visto che l’indagine della Procura federale è partita anche grazie ai due esposti dei piemontesi

Poi la Lazio chiederà che vengano ascoltati nuovi testimoni, tra i quali potrebbero esserci Pulcini e Rodia, ma quel che appare ormai certo è che il club voglia puntare su alcuni non tesserati (a proposito della strategia di Gentile).

In particolare, il club vuole portare davanti a Mastrocola il dottor Enrico Di Rosa, dirigente del Servizio Igiene e Sanità pubblica della Asl Roma 1, ovvero quella competente su gran parte dei giocatori biancocelesti.

Secondo il club – scrive la Gazzetta – Di Rosa avrebbe accordato la partenza di Immobile per Torino dove ha giocato il 1° novembre 2020, ma per i vertici Asl non c’è stato nessun invio da parte della Lazio della documentazione relativa alla presunta negativizzazione dell’attaccante e di conseguenza nemmeno una autorizzazione formale in merito.

Se il collegio deciderà di accettare le richieste di Gentile potrebbe essere disposto un nuovo calendario con i testimoni, altrimenti si andrà avanti. Il procuratore Giuseppe Chinè formulerà quindi la sua richiesta di condanna, che con ogni probabilità sarà una penalizzazione, e le parti prenderanno parola, prima la Procura, poi la Lazio, quindi il Torino se la sua istanza verrà accettata.