Serie A Kuaishou
Foto Cesare Purini / Insidefoto

E’ stato istituito il codice tributo per il versamento, tramite modello F24, del contributo per gli sportivi professionisti che si trasferiscono in Italia. Lo riporta Il Sole 24 Ore, spiegando che la risoluzione dell’agenzia delle Entrate di ieri 10 marzo arriva praticamente sul gong, solo a pochi giorni dal termine del 15 marzo valido per il versamento delle somme connesse alle opzioni esercitate dagli sportivi “impatriati” per il 2019.

Come noto, il cosiddetto Decreto Crescita ha previsto un particolare regime fiscale applicabile ad atleti, allenatori, direttori tecnico-sportivi e preparatori atletici che operano nelle discipline professionistiche riconosciute dal Coni (calcio, basket, ciclismo, golf) e che, residenti per almeno due anni all’estero, decidono di spostare la residenza fiscale in Italia per svolgervi la propria attività lavorativa.

I redditi derivanti dall’attività lavorativa svolta in Italia non concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini dell’Irpef nella misura del 50%. Sfruttando questa disciplina di favore molte società sportive hanno potuto mettere sotto contratto sportivi – italiani e stranieri – provenienti dall’estero, beneficiando di una sostanziale riduzione del “cuneo fiscale” sugli stipendi di atleti e tecnici.

L’adesione al regime comporta il versamento di un “contributo” pari allo 0,5% della base imponibile, destinato al sostegno dei settori giovanili delle Federazioni di appartenenza. Il termine per il versamento è previsto dal Dpcm attuativo del 26 gennaio 2021, che si è fatto attendere per oltre un anno e mezzo, inducendo l’agenzia delle Entrate a ritenere che gli incentivi fossero di fatto inapplicabili.

Il Dpcm è intervenuto per disciplinare gli aspetti tecnici riguardanti il versamento delle somme e i relativi adempimenti. Il pagamento, per cui non è prevista la compensazione con eventuali crediti fiscali, si effettua mediante modello F24 indicando il codice tributo «1900» denominato «Contributo sportivi professionisti impatriati».

Fatti salvi eventuali “tempi supplementari” concessi, per evitare il “fuori gioco” sul 2019 (per esempio, per il 2020, il versamento va effettuato entro il 30 giugno 2021) occorrerà dunque affrettarsi, anche perché l’omesso o insufficiente versamento comporta la decadenza dal beneficio e l’applicazione delle sanzioni. E la scadenza sul 2019, come abbiamo visto, è fissata tra quattro giorni.