La strada verso il “pubblico interesse” per il nuovo stadio di Milano sembrava tracciata. Nonostante apparisse complicato che fosse questo Consiglio comunale – vicino alla scadenza – a esprimere un voto finale, Milan e Inter credevano di essere vicine a un punto di svolta.

Invece, il destino del nuovo San Siro torna a farsi nebuloso. Lo scrive La Repubblica, spiegando che la possibilità di una cessione dell’Inter ha rimescolato le carte. Il dossier è passato nelle mani del sindaco Beppe Sala che, vista la delicatezza del momento, sta tenendo direttamente i rapporti con i club.

In sostanza, da Palazzo Marino hanno fatto sapere che fino a quando non sarà chiarito chi sarà il prossimo proprietario dei nerazzurri, la giunta non valuterà il “pubblico interesse”. Impossibile pensare di affidare un’area pubblica così strategica per un secolo e un progetto immobiliare che avrà bisogno di anni di cantieri, a un interlocutore ancora sconosciuto.

In questa storia infinita, la possibilità di costruire un moderno stadio in un distretto di negozi, uffici, hotel, ristoranti, ha sempre creato un cortocircuito. Chiunque pensi di comprare un club è interessato a tutto il pacchetto, completo di nuovo impianto, ma un’amministrazione pubblica ha il diritto-dovere di avere interlocutori certi e credibili per dare il consenso a un’operazione così lunga da 1,2 miliardi.

Il piano è già stato modificato, tagliando ad esempio parte delle volumetrie e mantenendo in vita un pezzo del vecchio Meazza. Inoltre, lo scorso dicembre il Comune ha chiesto ai club integrazioni allo studio di fattibilità a partire dagli approfondimenti sull’effettiva titolarità delle azioni delle società.

I termini per le risposte sono scaduti lo scorso venerdì, e dopo un’analisi degli uffici tecnici, la giunta avrebbe dovuto esaminare la proposta a breve. Ma l’operazione Inter-BC Partners per il momento ha frenato tutto, e bisognerà definire questa situazione prima di ripartire con il progetto.

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