LFP taglio stipendi
Mbappé Neymar (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

LFP taglio stipendi – Il calcio francese è alle prese con una profonda crisi finanziaria, causata in primis dal Covid-19 (ricordiamo che la Ligue 1 è stato l’unico tra le Top Legaue a bloccarsi e non concludere la stagione 2019/20), a cui si è poi aggiunta la perdita del contratto per i diritti con Mediapro del valore di oltre 800 milioni di euro a stagione.

La DNCG, l’organizzazione responsabile del monitoraggio e della dei conti delle società di calcio professionistiche in Francia, ha stimato perdite pari a 800 milioni di euro per i club della Ligue 1 alla fine della stagione 2020/21.

“Senza una drastica riduzione della busta paga, non c’è sostenibilità del modello” – ha dichiarato Jean-Marc Mickeler, capo del DNCG. Gli stipendi sono infatti la principale voce di spesa per i club francesi di Ligue 1 e Ligue 2 e riguardano più del 50% dei costi.

Proprio in quest’ottica oggi – martedì 12 gennaio – i vertici della LFP, la Lega calcio francese, insieme ad alcuni presidenti di club sia della Ligue 1 che della Ligue 2, si sono incontrati con il sindacato dei giocatori francesi (UNFP) per discutere un sostanziale tagli salariali per i giocatori. La delegazione dei presidenti era formata da Jean-Pierre Caillot (Reims), Jean-Michel Aulas (Lione), Marc Keller (Strasburgo), Loïc Féry (Lorient) e Christian Leca (AC Ajaccio, L2).

Secondo Mickeler: “Una riduzione del 30% degli stipendi permetterebbe di tornare a una forma di equilibrio economico”. Ed è proprio la percentuale di riduzione richiesta dai club, secondo quanto riporta Adnkronos.

L’UNFP ha aperto alle discussioni: “Faciliteremo le cose affinché questi club sopravvivano. Siamo pronti ad aiutare” ha assicurato il suo co-presidente Sylvain Kastendeuch, ricordando che qualsiasi accordo sarà “solo indicativo e incentivante e ogni contratto dovrà essere modificato individualmente”.

I giocatori saranno disposti ad accettare una riduzione così drastica del loro ingaggio? Neymar accetterà senza batter ciglio di ridurre il suo stipendio faraonico? “Ci saranno sicuramnete alcuni che saranno riluttanti, ma saranno anche numerosi i calciatori a prendere rapidamente posizione per salvare posti di lavoro”, sostiene il presidente del Reims, Caillot.