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John Elkann e Andrea Agnelli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Agnelli Exor – Il 2021 si preannuncia un anno importante per la famiglia Agnelli. In primis perché la Giovanni Agnelli Bv aumenterà il proprio controllo in Exor raggiungendo l’80%. Inoltre Exor si riscoprirà più forte nel mondo dell’auto con la nascita effettiva di Stellantis, il quarto gruppo mondiale del settore auto che nascerà dalla fusione tra Fca e Psa, di cui Exor sarà primo socio con una percentuale del 14,5%. Tutto questo porterà a degli introiti sempre maggiori nelle casse della holding.

Come sottolinea il Sole 24 Ore, il merito di questa operazione finanziaria va a John Elkann, primo azionista della Giovanni Agnelli Bv e futuro presidente di Stellantis. «Negli ultimi 10 anni abbiamo aumentato di 5 volte il valore del Gruppo Fiat», ha ricordato Elkann all’assemblea di ieri dei soci Fca. Dieci anni che coincidono con la storia della sua presidenza, cominciata il 21 aprile del 2010.

Ieri c’è stato uno degli ultimi atti verso la nascita di Stellantis. Infatti le assemblee delle due società hanno dato via libera al progetto di aggregazione, in quello che da Elkann è stato definito: «Un giorno storico».

Fca e Psa prevedono di perfezionare la fusione il 16 gennaio 2021. Inoltre, la negoziazione delle azioni ordinarie Stellantis avrà inizio lunedì 18 gennaio 2021 sul Mercato Telematico Azionario di Milano e su Euronext Paris e martedì 19 gennaio 2021 sul New York Stock Exchange.

Agnelli Exor – Il consolidamento finanziario

A questo appuntamento chiave il rappresentante della famiglia Agnelli e Exor si presentano più forti di prima. Dal punto di vista finanziario Exor si è consolidata nonostante la pandemia Covid. A ottobre del 2019, tempo dell’annuncio dell’accordo, quando Fca e Psa hanno firmato il memorandum d’intesa, il valore totale degli asset era di 29 miliardi di dollari e il valore netto degli asset (Nav) era pari a 25 miliardi miliardi di dollari.

In questo quadro Fca, Ferrari e Partner Re pesavano ciascuna per 7 miliardi di dollari. Oggi la holding può contare su un valore totale degli asset di 34 miliardi di dollari e un Nav di 29 miliardi di dollari. L’incremento è stato influenzato da Ferrari, con un peso salito nel frattempo a 10 miliardi, ma anche da Fca che ha recuperato un miliardo arrivando a 8 miliardi di dollari.

I valori appena delineati non tengono conto della maxi cedola di 2,9 miliardi che Fca distribuirà ai suoi soci il 15 gennaio e che, per la parte Exor a cui fa capo il 28,9% di Fca, ammonta a 840 milioni. Cifra che sale a 1,215 miliardi se si tiene conto anche della parte di “carta” Faurecia, la società di componentistica controllata da Psa e destinata allo spin off, che sarà assegnata ai soci Fca e pari a 1,3 miliardi.

Agnelli Exor – Aumenta il controllo della famiglia sulla holding

Sul fronte societario, invece, il cambio di ruolo di Exor, da primo azionista di Fca a primo socio di Stellantis, arriva nell’anno in cui la Giovanni Agnelli Bv, a partire dal prossimo anno, aumenterà in modo sensibile il controllo su Exor. A dicembre del 2021 si chiudono infatti i cinque anni che limitavano i diritti di voto alla quota di capitale posseduta. A partire da quel momento in poi scatterà il meccanismo di voto multiplo previsto in Olanda che garantisce agli azionisti di lungo periodo di avere maggiori diritti di voto rispetto alla quota di capitale corrispondente.

Secondo le prime simulazioni, anticipate da Il Sole 24 Ore, la Giovanni Agnelli Bv, a cui fa capo il 53% di Exor, dovrebbe salire con il meccanismo del moltiplicatore a una quota di diritti di voto intorno all’80% della holding. Facendo due conti, tecnicamente è come se la famiglia Agnelli avesse voce in capitolo sull’80% del 14,5% che Exor deterrà in Stellantis. In pratica a loro farà capo l’11,6% . Il rafforzamento fino all’80% di Exor garantisce così allo scrigno della famiglia Agnelli ampi margini di manovra in futuro.