Iscrizioni Serie A Calcagno
Umberto Calcagno, Aic (foto Master Group Sport)

Calcagno stipendi – Alla vigilia delle elezioni del presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, che si terranno oggi – lunedì 30 novembre -, Umberto Calcagno, candidato al ruolo, ha rilasciato un’intervista a La RepubblicaCalcagno è il favorito nella corsa al vertice del comitato dei calciatori dopo aver ricoperto la carica di vicepresidente al fianco di Damiano Tommasi.

Calcagno stipendi – Dai tagli ai ritardi nel pagamento

L’ex numero 2 del sindacato è intervenuto sul delicato tema degli stipendi. In primis per quanto riguarda i tagli o l’abbassamento voluto dai club: «Quello degli stipendi è uno specchietto per le allodole: chi negli ultimi 10 anni ha fatto scelte sbagliate le paga oggi. Va bene ridurre i costi, ma non sento mai parole come progettualità e sostenibilità».

In secondo luogo i ritardi nel pagamento dei salari di settembre, con molte società che non hanno ancora versato quanto dovuto (5 club di Serie A): «Non è vero: più della metà dei club professionistici paga mese per mese, e a fine ottobre aveva già versato anche settembre: si deve partire da questo».

Calcagno stipendi – Accordo Serie A-fondi e il sistema calcio italiano

Sul fronte opposto, la Serie A chiude accordi miliardari con fondi di investimento. «La sensazione è che il sistema sia capace di generare nuova ricchezza – sottolinea Calcagno -. La vera sfida è capire come ridistribuire queste risorse».

Per quanto riguarda il sistema del calcio italiano, con 102 club professionistici, Calcagno ha un’idea chiara sulla sua sostenibilità: «Il perimetro non deve deciderlo una riforma dei campionati, ma norme certe sulle iscrizioni, che dicano chi può fare calcio e chi no».

Calcagno stipendi – Il tema dei calendari

Chiosa finale sul tema dei calendari. Una questione sollevata da Toni Kroos. Il centrocampista del Real e della nazionale tedesca ha attaccato Fifa e Uefa per l’eccessivo numero di impegni ravvicinati. «Serve una riflessione – spiega Calcagno -: in futuro il rischio è che i migliori giocatori giochino sempre meno nei campionati nazionali, falsandoli. L’Aic insieme a Fifpro, sindacato mondiale, ha sollevato il tema».