Azionisti Stellantis, Exor (Agnelli-Elkann) al 14,4%
Andrea Agnelli e John Elkann (Photo Daniele Buffa Image)

Azionisti Stellantis – Via libera al prospetto informativo relativo alla quotazione di Stellantis, il quarto gruppo mondiale del settore auto che nascerà dalla fusione tra Fca e Psa.

Ieri i due gruppi hanno fatto sapere che l’autorità olandese per i mercati finanziari (Autoriteit Financiële Markten) ha approvato il prospetto informativo relativo alla quotazione della nuova società. Le azioni di Stellantis saranno quotate a Milano, a Parigi e a New York sul Nyse.

Il documento, quasi 400 pagine di numeri e dettagli sui termini dell’ operazione, fornisce una prima fotografia dell’ azionariato che nascerà post aggregazione.

Azionisti Stellantis, l’Exor degli Agnelli-Elkann al 14,4%

Il primo azionista di Stellantis sarà Exor, la holding quotata controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann cui fanno capo, tra le altre, anche la Ferrari e la Juventus.

La holding presieduta da John Elkann deterrà il 14,4% di Stellantis, seguita dalla famiglia Peugeot che attraverso Epf e Ffp controllerà il 7,2%.

Dietro di loro lo Stato francese che attraverso Bpi deterrà il 6,2% e i cinesi di Dongfeng a cui farà capo il 5,6%.

La fotografia degli azionisti di Stellantis al momento del closing (fonte: Prospetto informativo)

Azionisti Stellantis, gli accordi tra i soci e gli assetti futuri

Tuttavia, ricorda il documento, la fotografia di partenza potrebbe modificarsi alla luce degli accordi intercorsi tra gli azionisti.

In primo luogo è infatti stabilito che Dongfeng venda una parte dei titoli in suo possesso nella nuova entità, l’1,5%, al Gruppo Psa, con contestuale annullamento delle azioni. Dongfeng, dunque, scenderà post fusione al 4,5%.

Inoltre il memorandum stabilisce che il Governo francese riduca la propria presenza nel nuovo aggregato vendendo il 2,5% di Fca-Psa post fusione scendendo così al 3,5%.

Infine, il contratto prevede che la famiglia Peugeot possa salire fino all’8,5% del nuovo aggregato.

Azionisti Stellantis, Andrea Agnelli nel cda del nuovo gruppo

Nel documento informativo viene inoltre confermata la composizione del futuro board di Stellantis, che come annunciato lo scorso 29 settembre vedrà tra i suoi componenti anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli.

Stellantis avrà un consiglio di amministrazione formato da 11 persone che sarà così composto:

  • John Elkann (presidente)
  • Robert Peugeot (vice presidente)
  • Henri de Castries (amministratore senior indipendente)
  • Andrea Agnelli
  • Fiona Clare Cicconi
  • Nicolas Dufourcq
  • Ann Frances Godbehere
  • Wan Ling Martello
  • Jacques de Saint-Exupéry
  • Kevin Scott
  • Carlos Tavares (ceo)

Azionisti Stellantis, nello statuto previsto il voto multiplo

Stellantis avrà sede in Olanda e in virtù di ciò i suoi azionisti potranno avere diritto al meccanismo del voto multiplo, come peraltro già accaduto per Exor, Fca e Ferrari.

I soci che detengono azioni di Stellantis per un periodo ininterrotto di almeno tre anni possono ricevere un’azione a voto speciale in aggiunta a ciascuna azione ordinaria. Con il risultato che si andrà a concentrare il potere di voto di Stellantis in un piccolo numero di azionisti, blindando di fatto il gruppo.

La fusione dovrà essere completata entro il 30 giugno 2021, ma con ogni probabilità l’operazione potrebbe perfezionarsi già prima.

I due gruppi hanno già convocato le rispettive assemblee degli azionisti per lunedì 4 gennaio 2021.

La convocazione delle assemblee, come sottolinea Il Sole 24 Ore, rappresenta una tappa cruciale nel percorso avviato tra i due gruppi e la scelta di procedere già nei primi giorni di gennaio per la riunione dei soci, secondo indiscrezioni, appare dettata dalla impressione che il verdetto dell’Antitrust Ue sull’operazione arriverà prima del previsto, con ogni probabilità il prossimo mese, e soprattutto lo stesso dovrebbe dare semaforo verde all’aggregazione.

Sulla carta le autorità antitrust Ue decideranno entro il 2 febbraio. Tuttavia nel corso di questi mesi le soluzioni proposte da Fca e Psa avrebbero convinto l’Autorità.

Psa ha offerto di modificare le proprie joint venture nel settore dei furgoni con la casa giapponese Toyota, tentando di venire incontro ai timori dell’ Antitrust Ue.

L’obiettivo è cedere un po’ di capacità di produzione di veicoli commerciali leggeri a Toyota e vendere i furgoni a prezzi vicini a quelli marginali. Le società consentiranno inoltre ai propri concessionari di utilizzare le loro autoofficine.

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