De Laurentiis diritti tv Serie A
Aurelio De Laurentiis (Photo credit should read CARLO HERMANN/AFP via Getty Images)

La vicenda della gara non disputata dal Napoli con la Juventus il 4 ottobre non si è conclusa con la sentenza della Corte Federale d’Appello. Il Napoli ha deciso di fare ricorso e si passerà all’ultimo step previsto dall’ordinamento sportivo: il caso arriverà al Collegio di Garanzia del Coni.

In caso di ulteriore sentenza sfavorevole ai partenopei, il club di De Laurentiis potrà poi ricorrere ancora al Tar, al Consiglio di Stato e infine al Tas. Quattro gradi di giudizio e ancora diversi mesi prima di arrivare a una decisione definitiva.

Per chiarire la situazione, Fanpage.it ha parlato con l’avvocato Federico Venturi Ferriolo di LCA Studio Legale, esperto di diritto sportivo, che ha spiegato l’iter: «Il Napoli avrà trenta giorni per impugnare la sentenza, bisognerà notificare il ricorso alla controparte, depositarlo e poi attendere che il Collegio di Garanzia fissi l’udienza per la discussione. Per la decisione del Collegio di Garanzia il termine previsto dal Codice di giustizia è di sessanta giorni».

«Trattandosi, in questo caso, di un termine ordinatorio e non perentorio – ha spiegato –, si deciderà sulla base d’urgenza. Ritengo comunque che il Collegio di Garanzia riterrà opportuno pronunciarsi in tempi ragionevolmente rapidi sempre che reputi il ricorso ammissibile perché ai sensi dello Statuto FIGC le controversie decise in via definitiva dagli Organi della giustizia sportiva federale relative alla perdita della gara non sarebbero soggette alla cognizione del Collegio di Garanzia dello Sport».

Sulla questione “causa di forza maggiore”, per l’avvocato «si poteva invocare forse all’inizio della pandemia, quando si trattava di un evento imprevisto ed imprevedibile nella sua dimensione. Ma la pandemia è una realtà che ci perseguita quotidianamente da mesi; non è più un evento che può essere qualificato come fatto straordinario ed imprevedibile».

«Ritengo che lo spazio per invocare il principio della forza maggiore sia assai ridotto. Peraltro, la FIGC ha previsto una serie di disposizioni specifiche per disciplinare gli eventi dovuti alla circolazione del coronavirus. Il Napoli avrebbe quindi dovuto rispettare le norme del protocollo FIGC», ha aggiunto.

Nel caso in cui il Napoli andasse oltre l’ambito sportivo, ci si chiede quali siano i confini d’azione del Tar in merito all’ordinamento sportivo: «I confini dell’azione del Tar sono circoscritti da una norma dello Stato. Il Tar non è competente a decidere nel merito della sanzione disciplinare irrogata dal Giudice Sportivo perché ha una competenza residuale e solo risarcitoria».

«Il Giudice amministrativo potrebbe, quindi, se ravvisa incidentalmente l’illegittimità della sanzione sportiva irrogata, riconoscere al Napoli un risarcimento dell’eventuale danno patito. Non vedo spazio per una revisione della sanzione da parte del Tar, la partita sulla sanzione è da giocare all’interno dell’ordinamento sportivo il cui ultimo grado di giudizio è quello davanti al Collegio di Garanzia dello Sport», ha spiegato l’avvocato.

Sui tempi di una decisione definitiva: «Per il giudizio di fronte al Collegio di Garanzia il termine, ordinatorio, per la sua conclusione è di sessanta giorni. Per quanto riguarda il Giudizio di fronte al TAR ritengo che la sentenza potrà essere pronunciata entro due anni dall’introduzione del ricorso».

In ogni caso, se «il Collegio di Garanzia confermerà la decisione presa, ritengo che, sotto il profilo sportivo, la questione possa considerarsi chiusa. Se, invece, il ricorso verrà accolto assisteremo, con ogni probabilità. ad una nuova pronuncia nel merito. Al momento la decisione resta quella che è stata presa».