Cairo Cvc
Urbano Cairo (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Cairo private equity – “Il Calcio italiano era secondo per dimensioni di diritti tv solo alla Premier League. Negli ultimi otto anni abbiamo perso terreno, ci hanno superato Liga e Bundesliga. Il sistema calcio si è gestito male. Per questo motivo dobbiamo accogliere in maniera favorevole l’avvento di un fondo di private equity. Dobbiamo delegare a chi ha una forza manageriale, a chi lo sa fare”.

Sono le parole del presidente del Torino Urbano Cairo, intervenuto al Festival dello Sport al Teatro Piccolo di Milano, in merito all’ingresso dei private equity nella nuova media company della Lega di Serie A.

“C’è troppa litigiosità, troppi particolarissimi – spiega il patron granata – ognuno pensa al proprio orticello invece che pensare al campionato nella sua totalità. Questo soggetto è disponibile a versare nelle casse di questa nuova società valori molto importanti di 1 miliardo e 650 milioni di euro che verranno distribuiti. Numeri molto importanti per un calcio molto indebitato. Possono essere risorse per fare gli stadi, investire nei vivai e nelle strutture“.

Cairo accoglie con favore anche il possibile cambio di governance: “Sicuramente è un fattore positivo. In alcuni casi la proprietà va divisa dalla gestione. Io benedico il cambio di governance. Negli ultimi otto anni i presidenti hanno dimostrato di non essere all’altezza”.

Il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino, ipotizza un raddoppio dei ricavi entro i prossimi sette anni, una stima non azzardata secondo Cairo: “Dal Pino lo conosco da molti anni ma non l’ho votato. Ho imparato ad apprezzarlo in questi mesi. Sa fare i conti, il business plan, che ha coinvolto i fondi e quindi credo che queste valutazioni siano credibili”.

Un aumento dei ricavi che potrebbe essere favorito anche grazie ai proventi delle piattaforme digitali, come già avvenuto in Premier League con l’ingresso di Amazon. Sul tema Cairo ha dichiarato: “Certamente ci sarà un coinvolgimento di queste piattaforme tecnologiche perché hanno una marea di abbonati e possono offrire della cifre importanti. Dobbiamo essere aperti a tutti. Sky è un player importantissimo in Italia, ma potrebbe succedere che ci siano altri soggetti che si candidano ad avere una fetta del calcio”.