De Laurentiis diritti tv Serie A
Aurelio De Laurentiis (Photo credit should read CARLO HERMANN/AFP via Getty Images)

Giornata intensa quella odierna in casa Napoli, con la presentazione del ritiro pre-campionato a Castel di Sangro, che ha visto protagonisti il tecnico dei partenopei Gennaro Gattuso e il presidente degli azzurri, Aurelio De Laurentiis.

Proprio il patron del Napoli è intervenuto per parlare della situazione attuale del mondo del pallone in Italia: «Aspetto Gravina, sarebbe bello fare una tavola rotonda con lui, non possiamo andare noi sempre al sacrificio totale. Il calcio è un’industria o è un gioco? Per me è un’industria e, quindi, va tutelata».

Così si è espresso De Laurentiis a proposito della ripresa del campionato già da metà settembre. «Come ci muoveremo da regione a regione? Ripartiranno dei focolai? Non ci ha capito nessuno, neanche il Cts, gli scienziati, so solo che l’America sta in condizioni disperate», ha aggiunto a proposito dell’emergenza Coronavirus.

«Quando un Governo non riesce a dire che nessun italiano esce dall’Italia e nessun straniero esce dai propri paesi, non va bene. Abbiamo riempito le discoteche, a Capri ho fatto 3 bagni in 2 mesi, ero ligio e severissimo con tutti quelli che venivano da me. Quello che sta accadendo é una irresponsabile responsabilità del Governo, dietro ci sono 4 miliardi di debiti per le squadre di calcio italiane 2019/20», ha proseguito.

Una battuta sui diritti Tv: «Si sono aggiunti altri 2 fondi e faranno una proposta unica, poi altri si sono affacciati all’orizzonte, sempre fondi, che non vogliono la media company della Lega, ma assistere anche il calcio Napoli ottenendo un x dall’utile oltre un certo fatturato, poi i soliti Infront ed altri che sono sostenuti da alcuni», ha spiegato.

«La mia visione era di modernizzare tutto e fare una governance professionale togliendo all’assemblea di Lega la possibilità di ribaltare tutto ogni volta, stabilendo il programma dei prossimi 6 anni ed erano venuti fuori 15mld e mezzo. Molti furbastri, giocando sulla divisione tra squadre in Lega, hanno giocato un po’ male e se ne sono approfittati. A me ha fatto piacere perché ha fatto impennare però a noi manca un miliardo all’anno, rispetto a quello che abbiamo sempre fatturato perché schiavi di una vecchia mentalità e della legge Melandri che ha distrutto il calcio italiano», ha concluso.