CVC offerta diritti tv Serie A
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Con l’interessamento di Advent – del quale si è parlato nella giornata di ieri – cresce il numero dei fondi di investimento che avrebbero messo gli occhi sulla Serie A. Advent si aggiunge a CVC Capital Partners e Bain Capital, pronti a mettere sul piatto offerte per l’acquisizione dei diritti tv del massimo campionato italiano.

L’indiscrezione sull’ultimo attore è arrivata da Bloomberg e per ora non ci sono stati commenti ufficiali da parte del fondo e della stessa Lega. La sensazione è che sul fronte dei possa arrivare un’accelerazione, considerando che il 25 giugno scadrà l’esclusiva di CVC per la trattativa.

Come noto, CVC avrebbe offerto 2 miliardi per una quota del 20% di un veicolo in cui far confluire i diritti televisivi dei prossimi 10 anni. Da allora la Lega ha ricevuto una proposta formulata da Bain, che sarebbe arrivata a 3 miliardi per una quota del 25%. La valutazione di Advent International arriverebbe invece a un totale di 13 miliardi: se tutte le proposte fossero decennali, questa sarebbe ancora più vantaggiosa.

Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, operazioni di questo tipo porterebbero denaro fresco, una sorta di anticipo, e un aumento delle capacità di penetrazione del prodotto calcio sul mercato estero, per giocarsela con la spietata concorrenza di Premier League, Liga e Bundesliga.

D’altra parte, i club perderebbero inevitabilmente un pezzo di autonomia perché a quel punto sarebbe una newco, il veicolo citato prima, che si occuperebbe della commercializzazione dei diritti tv. Inoltre, non si può dimenticare il ruolo fondamentale della Legge Melandri.

Sarà infatti necessario verificare la compatibilità dell’operazione con l’attuale legislazione, che comunque prevede, almeno per il mercato nazionale, la possibilità di un «intermediario indipendente a cui concedere in licenza tutti i diritti audiovisivi al fine di perseguire il miglior risultato nella commercializzazione».

Da capire se si renderà necessario un cambio del quadro normativo, al quale potrebbe agganciarsi la proposta di Legge della senatrice Daniela Sbrollini (Italia Viva) per consentire un maggiore dinamismo del mercato (aprendo anche alla vendita di una parte delle partite anche in chiaro, ma garantendo che alcune risorse siano investite sul sociale).