Bonus lavoratori autonomi
(Photo Samantha Zucchi Insidefoto)

Bonus lavoratori autonomi – Per fornire un aiuto ai lavoratori autonomi, la cui attività ha subito impatti negativi dall’emergenza Covid-19, il governo ha previsto l’erogazione di contributi economici: i cosiddetti “bonus autonomi”.

I “bonus lavoratori autonomi” sono stati introdotti inizialmente con il Decreto Cura Italia, che ha disciplinato le modalità di richiesta e di erogazione dei contributi relativi al mese di marzo, e poi con il Decreto Rilancio, che ha esteso la misura anche ai mesi di aprile e maggio, apportando anche alcune modifiche alla platea dei beneficiari e agli importi del contributo.

Se infatti l’importo del bonus per marzo e aprile è stato fissato in 600 euro, quello di maggio sale a 1.000 euro, anche se rivolto a una platea meno estesa.

Bonus lavoratori autonomi, come richiedere i 600 euro di aprile

Le categorie di lavoratori indicate nel decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (Decreto Cura Italia), che hanno già percepito l’indennità COVID-19 (bonus 600 euro) di marzo 2020, potranno ricevere l’indennità 600 euro di aprile senza presentare nuova domanda, come previsto dal Decreto Rilancio (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).

I beneficiari riceveranno un SMS di notifica.

Il secondo pagamento di aprile sarà disposto dal 20 maggio e sarà possibile verificare il pagamento eseguito da INPS anche accedendo alla sezione “Pagamenti” del Fascicolo previdenziale del cittadino (con codice fiscale e PIN, SPID, CIE o CNS), selezionando nel menu del servizio le voci “Prestazioni>Pagamenti”.

Coloro che hanno già presentato la domanda possono comunque accedere al servizio indennità COVID-19 sul sito INPS con il codice fiscale e le proprie credenziali (PIN, SPID, CIE, CNS e anche PIN semplificato) per consultarne gli esiti, modificare la modalità di pagamento o rinunciare, come indicato nel tutorial aggiornato.

Bonus lavoratori autonomi di aprile, chi può richiederlo

  • Tutti i professionisti non iscritti agli ordini;
  • Co.co.co. iscritti alla gestione separata dell’INPS;
  • Artigiani;
  • Commercianti;
  • Coltivatori diretti;
  • Coloni e mezzadri;
  • Stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • Lavoratori del settore spettacolo;
  • Lavoratori agricoli.

Potranno beneficiare del bonus autonomi per il mese di aprile anche a quelle categorie che hanno presentato domanda in un momento successivo:

  • Stagionali diversi dal settore turismo;
  • Lavoratori occasionali;
  • Lavoratori intermittenti.

Bonus lavoratori autonomi di maggio, come richiedere i 1.000 euro

Se l’importo del bonus autonomi per aprile rimane di 600 euro, è previsto un incremento a 1.000 euro per il mese di maggio, anche se viene ridotto il numero dei potenziali beneficiari e introdotte alcune condizionalità per poter accedere al bonus.

Potranno richiedere il “bonus lavoratori autonomi” di maggio i seguenti soggetti:
  • i liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla Gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. Il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal fine il soggetto deve presentare all’Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti di cui al presente comma, poi l’Agenzia delle entrate verificherà i requisiti;
  • i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto;
  • i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore del decreto;
  • i lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore del decreto.

Per ottenere il bonus per il mese di maggio i lavoratori autonomi della gestione separata INPS non pensionati devono avere la partita Iva attiva al 19 maggio e non più solo al 23 febbraio e inoltre devono aver subito, nel secondo bimestre 2020, una riduzione di almeno il 33% del reddito rispetto al secondo bimestre dell’ anno scorso.

La perdita va calcolata secondo il principio di cassa, come differenza tra ricavi e compensi percepiti e spese sostenute nell’esercizio di attività, comprese eventuali quote di ammortamento. I requisiti vanno autocertificati all’INPS, che dopo aver effettuato una verifica con l’Agenzia delle Entrate eroga l’indennità, che è di mille euro.

Bonus lavoratori autonomi di marzo: come fare ricorso all’INPS

Chi si è visto respingere la domanda per il bonus da 600 euro di marzo potrà fare ricorso all’INPS. Lo ha reso noto lo stesso istituto di previdenza con il messaggio n. 2263 pubblicato lunedì 1° giugno, dando un termine di venti giorni (fino al 21 giugno, quindi) per richiedere il riesame.

Gli interessati sono stati avvisati dell’ sito della loro domanda, accolta o rigettata, tramite sms. Le motivazioni possono essere consultate sul sito INPS, personalmente o tramite patronato.

L’INPS dà di tempo 20 giorni per chiedere il riesame dalla pubblicazione del messaggio (quindi entro il 21 giugno) o dalla conoscenza della reiezione, se successiva al 1° giugno.

L’interessato può inviare la documentazione dal link “Esiti”, nella stessa sezione del sito INPS da cui è stata inviata la domanda «Indennità 600 euro»: un’apposita funzione espone i motivi di reiezione e consente di allegare i documenti richiesti per il riesame.

Altra modalità per l’ invio è la casella email denominata riesamebonus600.nomesede@inps.it, per ciascune sede territoriale dell’INPS.