quando arriva cassa integrazione deroga inps
Banconote euro (foto Imago Images)

Con l’approvazione nella serata di mercoledì 13 maggio del cosiddetto Decreto Rilancio da parte del Consiglio dei ministri viene prorogato in automatico per tutti coloro che ne avevano fatto richiesta all’INPS il bonus autonomi relativo al mese di aprile. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale permette di approfondire anche cosa prevede il testo della norma.

Bonus autonomi, chi può richiederlo

  • Tutti i professionisti non iscritti agli ordini;
  • Co.co.co. iscritti alla gestione separata dell’INPS;
  • Artigiani;
  • Commercianti;
  • Coltivatori diretti;
  • Coloni e mezzadri;
  • Stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • Lavoratori del settore spettacolo;
  • Lavoratori agricoli.

Potranno beneficiare del bonus autonomi per il mese di aprile anche a quelle categorie che hanno presentato domanda in un momento successivo:

  • Stagionali diversi dal settore turismo;
  • Lavoratori occasionali;
  • Lavoratori intermittenti.

Bonus autonomi, le cifre fino a 1000 euro

L’importo del bonus autonomi per aprile rimane di 600 euro, mentre è previsto un incremento a 1.000 euro per il mese di maggio, anche se viene ridotto il numero dei potenziali beneficiari e introdotte alcune condizionalità per poter accedere al bonus.

“Ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui all’articolo 27 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennità pari a 600 euro è erogata anche per il
mese di aprile 2020”, si legge nel testo del DL Rilancio.

Cambiano invece le cifre per il mese di maggio, con i seguenti soggetti che riceveranno 1000 euro:

  • i liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla Gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. Il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal fine il soggetto deve presentare all’Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti di cui al presente comma, poi l’Agenzia delle entrate verificherà i requisiti;
  • i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto;
  • i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore del decreto;
  • i lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore del decreto.

Bonus autonomi, come richiederlo

“Il pagamento diretto di 600 euro a tutti i 4 milioni di lavoratori autonomi, di collaboratori, che li hanno già avuti avverrà nell’arco di 2-3 giorni al massimo”, ha spiegato il ministro Gualtieri al Tg1. Diversa invece la situazione di chi potrà beneficiare del bonus da 1000 euro, che dovrà presentare apposita domanda.

Bonus autonomi, i beneficiari

Si riducono a 1,12 milioni i beneficiari del bonus autonomi per la terza mensilità, quella per il mese di maggio, mentre per il mese di aprile restano 4,9 milioni. La terza mensilità non andrà infatti a commercianti e artigiani (circa 3 milioni) che avranno accesso al ristoro a fondo perduto. Per 656mila a maggio il bonus salirà a 1000 euro (di cui 208mila stagionali del turismo), mentre resterà a 600 euro per 95mila lavoratori dello spettacolo e per i 369mila lavoratori che hanno avuto il bonus di marzo attraverso il Fondo per il reddito di ultima istanza.

Bonus autonomi, a maggio esclusi artigiani, commercianti e coltivatori

Artigiani, commercianti e coltivatori diretti, che hanno beneficiato del bonus per marzo e aprile, non potranno farne richiesta per il mese di maggio.

Per questa categoria di lavoratori autonomi sono però previsti i contributi a fondo perduto introdotti dal Decreto Rilancio anche per le società di persone e capitali.

Tali contributi a fondo perduto sono rivolti a PMI e professionisti che hanno subito un calo del 33% del fatturato nel mese di aprile 2020 rispetto all’aprile 2019. Gli indennizzi sono parametrati alla perdita di fatturato, con un valore minimo di mille euro.