Cassa integrazione in deroga
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

Decreto Rilancio – Dopo una lunga trattativa tra le forze politiche della maggioranza, nella serata di ieri il Governo ha finalmente approvato il cosiddetto Decreto Rilancio contenente le misure di sostegno economico per cittadini, professionisti e imprese, colpiti dalla crisi economica seguita all’epidemia di Covid-19.

Si tratta a tutti gli effetti di una vera e propria manovra finanziaria, considerato che saranno mobilitate risorse per circa 155 miliardi di cui 55 miliardi finanziati attraverso nuovo deficit.

Il Decreto Rilancio, arrivato dopo il Cura Italia e il Liquidità, ora attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma per molte misure di sostegno dovranno essere sciolti non pochi nodi tecnici, considerato che il provvedimento è composto da oltre 250 articoli spalmati nelle 464 pagine del testo.

Decreto Rilancio – Monetizzabili i bonus fiscali 

I capitoli fondamentali, come ricorda Il Sole 24 Ore, sono quelli noti, ma molte sono le novità dell’ultima ora che hanno trovato spazio nel testo grazie alla maratona diurna e notturna dei tecnici di Palazzo Chigi che ha preceduto la riunione di governo.

Tra queste si incontra la possibilità generalizzata di monetizzare i bonus fiscali per gli interventi edilizi che si vorranno realizzare quest’anno oppure il prossimo.

Imprese e famiglie potranno trasformare la detrazione fiscale per lavori di ristrutturazione, efficientamento energetico o antisismico, così come anche il bonus facciate, o in uno sconto in fattura sul pagamento dei lavori, oppure potranno cedere il credito ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.

Opzioni, queste, che il decreto estende anche ai crediti d’imposta introdotti per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Si tratta per esempio del bonus affitti destinato a imprese e negozi o degli sconti fiscali introdotti per favorire la sanificazione e l’adeguamento degli ambienti di lavoro. Stesso meccanismo per il bonus turismo e il nuovo super-sconto del 110% per l’efficientamento energetico e sismico delle abitazioni.

Decreto Rilancio – La cassa integrazione

Sulla cassa integrazione, che ha impegnato parecchio i tecnici del governo alla ricerca di una complicatissima copertura, la soluzione prevede la disponibilità di ulteriori 9 settimane, divise però in due tranche per evitare di esaurire subito il plafond.

Decreto Rilancio – Il bonus autonomi

I lavoratori autonomi che a marzo avevano avuto il bonus da 600 euro, lo riceveranno anche per aprile. A maggio sarà di mille euro se si è avuto un calo del reddito del 33% nel secondo bimestre 2020 (CLICCA QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI).

Ai lavoratori domestici con uno o più contratti di lavoro (al 23 febbraio) superiori in totale a 10 ore settimanali, sono riconosciuti 500 euro al mese per aprile e maggio.

Confermato anche il bonus da 600 euro, sia per il mesi di aprile sia per il mese di maggio, per i lavori autonomi iscritti a casse previdenziali diverse dall’INPS (CLICCA QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI)

Decreto Rilancio – Il reddito di emergenza

Con il decreto viene introdotto il Reddito di emergenza. Sono complessi i meccanismi di assegnazione, ma dirimente è la soglia Isee (Indicatore della situazione economica equivalente): deve essere inferiore a 15 mila euro annui, accompagnata poi da altri requisiti. Il Rem va richiesto entro la fine di giugno 2020, e non è cumulabile con altre indennità.

Decreto Rilancio – Bollette light per le aziende

Bollette più leggere per le utenze non domestiche dal primo maggio a luglio 2020. Lo stanziamento sarà di 600 milioni.
L’ obiettivo è «alleviare il peso delle quote fisse delle bollette elettriche in capo alle piccole attività produttive e commerciali». La norma riguarda un periodo di tre mesi a partire da maggio e ha carattere transitorio e urgente.

Decreto Rilancio – Contributi a fondo perduto per professionisti e imprese

A disciplinare l’intervento è l’articolo 28 del Decreto Rilancio, che introduce aiuti a fondo perduto per tutte le imprese che nel 2019 hanno registrato un fatturato fino a 5 milioni di euro.

I contributi a fondo perduto si baseranno su un sistema di calcolo più restrittivo rispetto alle prime ipotesi e saranno parametrati alla perdita di fatturato tra aprile 2020 e lo stesso mese del 2019.

La doppia condizione di base è non aver avuto nel 2019 un giro d’affari superiore a 5 milioni e che tra i due mesi di aprile a raffronto si sia subita una perdita del fatturato o dei compensi di almeno un terzo (CLICCA QUI PER MAGGIORI INFORMAZIONI).

Decreto Rilancio – Non si pagherà l’Irap a giugno

Non si pagherà la prossima rata dell’Irap, ovvero il saldo-acconto dovuto il 16 giugno prossimo. Non si tratta di un semplice rinvio o sospensione, ma di una cancellazione del versamento. Insomma un modo indiretto per aumentare la liquidità delle imprese piccole e medie, esentandole appunto dal saldo 2019 e dall’acconto 2020. Ne beneficeranno le imprese con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni.

I lavoratori autonomi, con un corrispondente volume di compensi, non sono tenuti al versamento dell’ Irap dovuta per il 2019 né della prima rata, pari al 40% dell’ acconto dell’ Irap dovuta per il 2020. Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.

Decreto Rilancio – Iva e ritenute, scadenze rinviate al 16 settembre

Arriva un nuovo rinvio dei pagamenti fiscali (Irpef e Iva) e contributivi (Inps, Inail). Questa era stata una delle misure qualificanti del decreto legge Cura Italia, che viene riproposta nel decreto Rilancio.

Prevista ora la proroga al 16 settembre «dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, alle trattenute relative all’ addizionale regionale e comunale, all’ imposta sul valore aggiunto (Iva) e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’ assicurazione obbligatoria, sospesi per i mesi di aprile 2020 e di maggio 2020 a favore dei soggetti esercenti attività d’ impresa, arte o professione e degli enti non commerciali» aventi i requisiti previsti dall’ articolo 18 del decreto legge Cura Italia.

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