Coronavirus impatto bilancio Cagliari
Esultanza dei giocatori del Cagliari (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Il futuro incerto sulla ripresa della Serie A ha importanti riflessi economici sui bilanci delle società appartenenti alla massima Lega Nazionale.

Esaminando il bilancio del Cagliari Calcio, chiuso al 30/06/2019, si sono ipotizzate alcune conseguenze derivanti lo stop della Serie A.

Nel caso in cui non si riuscisse a riprendere il campionato – ma anche in caso di partite a porte chiuse – il Cagliari, non disputerebbe le restanti 6 gare casalinghe: Torino, Atalanta, Lecce, Sassuolo, Udinese e Juventus.

La tabella che segue stima le possibili mancate entrate da botteghino, eventualmente derivanti dallo svolgimento a porte chiuse per via dell’emergenza pandemica. Ipotizzando un prezzo medio del biglietto di 30,00 € (per i match di cartello i prezzi salgono – la previsione potrebbe essere sottostimata per la gara con la Juventus).

Come già esaminato in un’altra situazione, l’effettiva occupazione dei seggiolini allo stadio dipenderà da variabili come il giorno e l’ora in cui sarà calendarizzato l’evento, posizione in classifica e stato di forma del club.

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A questi mancati ricavi, andrebbero aggiunti i rimborsi per gli abbonamenti venduti. Si parla di 10.700 tifosi che non potrebbero vedere le 6 partite mancanti sulle 19 totali acquistate. In questo caso il Club dovrà cercare una soluzione. Si è infatti calcolato per la stagione passata, un prezzo medio di acquisto per abbonamento pari a 225€ e se il dato venisse confermato anche per l’attuale stagione, andremmo a parlare di una cifra attorno ai 67,00€ per abbonamento, per un totale superiore ai 700.000,00 €.

Nei giorni scorsi alcuni presidenti dei club di Serie A hanno proposto degli ingressi gratuiti allo stadio per la prossima stagione, dei voucher da poter spendere in merchandising o uno sconto sul futuro abbonamento in alternativa al rimborso monetario che risulterebbe difficile fronteggiare sotto il profilo della liquidità.

Altre importanti voci di ricavo sono quelle provenienti da Sponsor e Pubblicità che nel complesso garantiscono al club Sardo circa 7,5 milioni. Il Cagliari ha scelto di legarsi ad aziende che rappresentano il territorio, come Ichnusa, Nieddittas e Arborea e sarà con loro che si dovranno studiare nuove strategie di valorizzazione delle sponsorizzazioni.

Fino a questo punto dunque:

  1. il cash flow non avrà l’andamento programmato a inizio stagione, vista la probabile mancanza di partite/pubblico e i relativi flussi monetari da botteghino;
  2. si dovranno trovare strategie e intese con abbonati e sponsor per non depauperare il patrimonio societario.

Come sappiamo però, il vero problema, per la maggioranza delle altre squadre militanti in Serie A, sta nei ricavi TV.

Anche il Cagliari soffre di una dipendenza dai ricavi televisivi: l’ultimo dato contabilizzato infatti parla di 39.151.730,00 € pari al 50% della torta totale dei ricavi del club.

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La strategia del Presidente Giulini e dei Manager Rossoblù è stata quella di reinvestire le risorse provenienti dalle emittenti televisive, per migliorare la squadra, permettere un salto di qualità della rosa e sognare un piazzamento in Europa nell’anno del centenario.

Sempre secondo l’ultimo bilancio pubblicato, la rosa, tra premi, oneri eTFR, costa al Club 35.393.569,00 €. Per i tecnici la cifra si assesta a 3.897.948,00 € e per il resto del personale siamo sui 2.480.128,00 € per un totale complessivo di costi per gli stipendi pari a 41.771.646,00€.

L’ufficializzazione del taglio di una mensilità per i tesserati del Cagliari, proposta dagli stessi giocatori, appare quindi come una manovra capace di rallentare gli effetti di crisi provocati dal Covid19. Senza dubbio però bisognerà mettersi al lavoro per capire quali possano essere ulteriori e diversificate fonti di ricavo, capaci di bilanciare i mancati introiti. Si parla in tal senso, di un aumento dei contributi della federazione grazie a una percentuale sulle scommesse, la rinegoziazione della legge che vieta alcune tipologie di sponsor (per esempio il betting), oltre che una semplificazione dell’iter per la costruzione dei nuovi impianti.

Cercando di ampliare ulteriormente l’indagine, non riprendere il campionato potrebbe permettere un risparmio dei costi, anche se marginali in confronto ai mancati guadagni, per le trasferte della squadra (1,2 milioni il totale dello scorso anno) oltre che a probabili minori costi di manutenzione dei terreni di gioco.

Infine, lo stop alla circolazione delle persone e quindi la chiusura di tutti i negozi, porterà probabilmente una contrazione dei proventi commerciali, che nel 2019 sono stati pari a 12.083.738,00 €. Cifra molto importante per il Club, resa possibile anche grazie ai 4 store ufficiali sparsi per la Città, il cui affitto di locazione pesa sui bilanci per 185.000,00 € annui.

Possibili le ripercussioni anche dal punto di vista patrimoniale. Il CIES, attraverso il suo ultimo osservatorio, ha valutato un decremento del 31,7 % del valore della rosa con una perdita di 53 milioni nel caso in cui non vengano più giocate partite e non vengano rinnovati contratti fino alla fine di giugno (ipotesi considerata il worst case).

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Valutazioni che non toccano solo il Cagliari, ma tutto il settore calcio. Sarà dunque importante la sfida delle prossime settimane, a livello federale prima e di singolo club poi, da cui dipenderà il futuro di tutto il sistema.

 

Articolo a cura di

Pietro Aretino