Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)
Aurelio De Laurentiis (Insidefoto.com)

«Se l’arbitro si rifiuta di impiegare un mezzo che gli consente di raggiungere equidistanza, efficienza e credibilità fa un torto anzitutto a se stesso. Poi fa un danno sportivo e, di conseguenza, un danno economico che può essere rilevantissimo. Chiedere i danni agli arbitri? Perché no?». La provocazione viene lanciata dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, intervistato dal Corriere dello Sport su arbitri e Var.

«Challenge? È una misura doverosa, forse addirittura tardiva. Per me possono bastare due fiches, una per tempo, spendibili dagli allenatori. È un diritto sacrosanto. E utilizzare il Var deve essere un obbligo. Se l’arbitro non lo adopera, si macchia di un delitto sportivo, perché compromette un risultato calcistico. Ma il calcio non è solo un gioco. È anche un’industria che produce risultati economici molto significativi per l’intera filiera dello sport».

«Chiedere i danni agli arbitri? Perché no? Il principio “chi sbaglia paga” assiste tutti i processi democratici in cui ci si confronta. E il calcio non fa specie. Se un giudice sbaglia nell’emettere una sentenza, può essere chiamato a risarcire i danni cagionati. L’arbitro non dovrebbe sottostare alle stesse regole? Il Napoli quest’anno si è visto negare moltissimi rigori. Non lo dico solo io, ma lo riconoscono anche tutti i media. Se questi torti a catena sviluppassero un danno di duecento milioni, chi li ripagherebbe?», la provocazione di De Laurentiis.

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