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Esultanza dei giocatori del Napoli (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Con l’avvicinarsi del termine della stagione calcistica è tempo di bilanci, finanziari e sportivi, e di tirare le somme sulla stagione in via di conclusione.

La Juventus si è riconfermata per l’ennesima volta come prima della classe, inanellando l’ottavo scudetto di fila e stabilendo un nuovo record per successi consecutivi tra i 5 maggiori campionati europei. In campo europeo tuttavia l’arrivo di Cristiano Ronaldo non ha fruttato il risultato sperato, essendo la Vecchia Signora uscita ai quarti di finale di Champions League sotto i colpi dell’Ajax di Ten Hag.

La squadra della famiglia Agnelli oltre a primeggiare in campo sportivo in Italia non ha eguali per quanto riguarda i numeri di bilancio: i bianconeri hanno per distacco il maggior fatturato  ed in seguito all’arrivo di Cristiano Ronaldo riusciranno ad incrementare ulteriormente valori record per incassi, ricavi ed entrate secondarie.

Ciò è stato confermato dagli analisti di Banca Imi che in un report sul titolo Juventus intitolato “Ronaldomics hanno calcolato il potenziale impatto dell’acquisto del fuoriclasse portoghese sui conti del club per i prossimi anni.

Secondo gli esperti di Banca Imi, grazie anche al maggiore appeal commerciale dovuto all’arrivo di CR7, i ricavi della Juventus dovrebbero passare dai 505 milioni della stagione 2017-2018 ai 557 milioni previsti per stagione in corso, per poi salire fino a circa 624 milioni nel 2021-2022.

Nonostante ciò, per finanziare l’acquisto di Ronaldo la Juventus ha dovuto indebitarsi pesantemente generando ripercussioni sulla gestione finanziaria del club torinese, che ha visto il livello di indebitamento schizzare a 384.3 milioni (variazione di 74.5 milioni rispetto all’anno precedente) ed è stato chiamato ad emettere un prestito obbligazionario del valore di 175 milioni di euro.

La Juventus svetta inoltre anche nella classifica del monte ingaggi delle squadre di Serie A, dove ogni anno è chiamata a spendere più di 200 milioni di euro.

Questa la classifica completa:

  1. Juventus 219 milioni di euro lordi
  2. Milan 130.5
  3. Inter 116
  4. Roma 100
  5. Napoli 94
  6. Lazio 66
  7. Torino 43
  8. Fiorentina 37
  9. Sampdoria 36
  10. Bologna 34
  11. Sassuolo 30
  12. Cagliari 29
  13. Genoa 29
  14. Atalanta 27
  15. Udinese 26
  16. Parma 23
  17. Frosinone 22
  18. Chievo 21
  19. SPAL 21
  20. Empoli 16

Il giocatore più pagato del campionato italiano è lo juventino Cristiano Ronaldo, che costa al club torinese ben 31 milioni di euro netti.

Ecco la classifica degli ingaggi:

  1. Ronaldo 31 milioni di euro netti
  2. Dybala 7
  3. Pjanic 6,5
  4. Douglas Costa 6
  5. G. Donnarumma 6
  6. Koulibaly 6
  7. Bonucci 5,5
  8. Emre Can 5
  9. Icardi 4,9
  10. Insigne 4,6
  11. Nainggolan 4,5
  12. Dzeko 4,5
  13. Perisic 4
  14. Khedira 4
  15. Mandzukic 4
  16. Chiellini 4
  17. Matuidi 4
  18. Cuadrado 4
  19. Szczesny 4
  20. Mertens 4

Dopo aver snocciolato i dati che fanno riferimento alla Vecchia Signora, è giunto il momento di trattare del Napoli, squadra che è in questo momento saldamente in zona Champions ed ad un passo dal blindare il secondo posto consecutivo per la seconda stagione di fila.

In campo europeo invece se Torino piange, certamente Napoli non ride, dal momento che gli azzurri sono stati eliminati anch’essi ai quarti di finale ma di Europa League per mano dell’Arsenal. In classifica il Napoli dista soltanto una posizione dalla Juventus ma a giudicare dai numeri della società azzurra, tra i due club, considerando anche gli competitors italiani, sembra esserci quasi un abisso che difficilmente può esserle colmato dal calciomercato del Napoli.

Partiamo dal dato più eclatante e più immediato: il fatturato o valore della produzione.

La società di Aurelio De Laurentiis ha dichiarato per il bilancio dell’esercizio 2018 un fatturato pari a 215,5 milioni di euro, contro i 308 milioni del 2017. Gli azzurri, in virtù di questa perdita, sono scalati al 21esimo posto tra i club per fatturato più alto (il quinto club italiano dopo Juventus, Inter, Milan e Roma). 

Il fatturato ‘strutturale’ del Napoli – escluse le plusvalenze e l’Europa – è pari nello specifico 145 milioni, stesso valore che recitava il bilancio di 5 esercizi passati: la spesa effettiva in strutture nei 5 anni non sembra essere stata massiva. Per quanto riguarda invece i ricavi, gli azzurri hanno incassato nel 2018 circa 215 milioni di euro, valore in calo rispetto ai 308 dell’esercizio precedente, con una sensibile variazione per quanto riguarda i ricavi da stadio.

Il San Paolo è stato in quest’occasione meno redditizio, spia fondamentale della necessità di investire da questo punto di vista: dotarsi di un impianto di proprietà o migliorare di molto l’attuale stadio (come hanno fatto squadre come la Juventus) è senza dubbio il primo passo da fare per restare competitivi soprattutto in Europa. 

Resta molto interessante inoltre il dato sul monte ingaggi del club azzurro, che è pari a 94 milioni di euro netti ed è un valore in costante crescita dal 2013 in poi. Nel 2013 infatti il Napoli pagava 67 milioni di stipendi e aveva ammortamenti (il costo del cartellino spalmato sugli anni di contratto) per 36 milioni circa. La rosa costava in altri termini poco più di 100 milioni. Nel 2018 il Napoli paga ingaggi per circa 94 milioni di euro ed ha ammortamenti per 65 milioni, circa l’80% in più rispetto ai 5 anni prima. Nonostante ciò, il Napoli occupa il quinto posto in Serie A per monte ingaggi.

I numeri analizzati brevemente dunque in questo articolo non fanno altro che confermare come sia in relazione alla Juventus ma anche ad altri club di Serie A, che sono diretti concorrenti del Napoli come Inter, Milan e Roma, il club di De Laurentiis non ha numeri roboanti a bilancio ma si riconferma in ottima salute dal punto di vista finanziario, essendo inoltre tra le più liquide del campionato con ben 116,3 milioni di euro in cassa.

I rispettabili valori di bilancio del Napoli porterebbero gli azzurri a collocarsi come il quarto, se non il quinto, club di Serie A ma i risultati sportivi, da diverso tempo a questa parte, ci consegnano un Napoli sempre in lizza per lottare per lo scudetto e per il secondo posto, che occupa stabilmente da due anni e mai in discussione durante questa stagione. Dove i numeri non arrivano, c’è un progetto tecnico che nel suo piccolo si è dimostrato vincente ed ha permesso agli azzurri di essere competitivi in Serie A ed in Champions League.

La gestione di Aurelio De Laurentiis ha fatto del Napoli un’importante realtà europea, che è destinata a crescere se guidata da investimenti strutturali e non, sotto l’occhio vigile di Carlo Ancelotti, tecnico a capo di un progetto destinato, salvo imprevisti, a lungo.

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