udinese bilancio 2016
Giampaolo Pozzo (Insidefoto.com)

L’asse della galassia Pozzo è sempre più spostato verso la Premier League. E ora il Watford  è pronto a giocarsi un titolo, dopo aver raggiunto la sua seconda finale di Fa Cup nella storia in cui sfiderà il Manchester City di Pep Guardiola. Il tutto mentre l’Udinese continua a lottare per la salvezza.

La data spartiacque è quella del 29 giugno 2012, quando la famiglia Pozzo divenne ufficialmente proprietaria del Watford, al tempo ancora in Championship. Da lì è cominciata la scalata, con la promozione in Premier League sfumata al primo anno e centrata nel 2014/15. Un salto fondamentale anche a livello economico: il fatturato degli Hornets è passato da 18 a 94 milioni di euro circa nel giro di una sola stagione, ta il 2014/15 e il 2015/16. Le prime due stagioni si concludono con due salvezze tutto sommato tranquille, mentre quest’anno la squadra di Javi Gracia naviga intorno a metà classifica, con la ciliegina della finale di Fa Cup centrata dopo aver battuto il Wolverhampton.

 

Nel 2012, invece, l’Udinese sembrava in trampolino di lancio: il 3° posto in Serie A nel 2011/12 aveva permesso di centrare i preliminari di Champions, con il cucchiaio di Maicosuel contro il Braga a spegnere i sogni. Da lì è cominciata una lenta discesa di risultati, passando dal 13° posto del 2013/14 al 16° attuale.

Un percorso all’inverso certificato anche dall’andamento economico, per l’Udinese inoltre influenzato dalle scelte di bilancio (su tutti gli ammortamenti), senza voler entrare in questo caso nei rapporti tra le due società. Tuttavia, il miglior funzionamento del sistema inglese è stato il fattore che ha ovviamente spostato una buona parte d’interesse verso il Watford, nonostante l’importanza dei friulani sia centrale (come dimostrato dagli investimenti per il nuovo stadio).

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Così i costi per la rosa (tra ammortamenti e costi del personale) del Watford sono cresciuti del 70% dalla prima stagione in Premier League alla fine dell’annata 2017/18, passando da 85 a 144 milioni di euro circa: al contrario, gli stessi costi per l’Udinese sono passati da 59 a 54 milioni di euro.

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Crescita diversa anche per i ricavi: il Watford è passato da fatturare 119,7 milioni nel 2015/16 a 148,3 milioni di euro nel 2017/18 (considerando anche le plusvalenze), mentre l’Udinese è scesa da 73,6 a 69,7 milioni di euro, nonostante ricavi anche da affari di mercato con lo stesso Watford. Dati che potrebbero salire nuovamente grazie alla cessioni nel 2018/19, ma ancora lontano da quello dei cugini inglesi: basti pensare che nel triennio la differenza di fatturato è di 184 milioni complessivi, una media di circa 60 milioni l’anno.

Ad accomunare, almeno in parte, le due squadre ci sono le perdite: -43 milioni per l’Udinese nelle ultime tre stagioni e -21 per il Watford, con un -34,7 milioni nel solo 2017/18. Rossi che potrebbero costringere la famiglia Pozzo anche ad aprire il portafogli.

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148 COMMENTI

  1. […] Watford Football Club is not one of the most glamorous teams in the English top flight. In fact, it is one of the smallest and poorest teams that are trying to make a case as to why they should be in the same mix as Manchester City Football Club, Manchester United Football Club, Liverpool Football Club, Arsenal Football Club, and Chelsea Football Club among others. Being in this mix calls for ability and professionalism and more so, resources. […]

  2. […] Gino Pozzo has always had a passion and a family route to football. He is currently the owner of the Watford Club in the UK and his family has owned their own club in Italy with the Udinese Club. His family worked with their own electric appliance company and construction company before moving on to improving the Udinese Club, which was in bad shape financially and on the field. […]

  3. […] Gino Pozzo is a vigorous tactical businessman who has rebuilt many football clubs through excellent trading and scouting strategies. He is an apt manager who has led the Watford F.C. football club back to its glory. He has devised a viable plan of buying less-known players from famous clubs at a small price, then enhancing their skills and experience into the best football players in the world. […]

  4. […] Gino Pozzo recruits and trades players into the business. He has made this part of his business model. During their first season, most players that signed up with Gino were in international debts to other clubs. Watford was able to create a platform to support these players as well as helping them to develop and succeed. […]