bilancio pordenone calcio 2017
Emenuele Berrettoni in Inter-Pordenone (foto Insidefoto.com)

Da Pordenone a Treviso, il passo è breve. E potrebbe diventare ancora più breve nei prossimi mesi, perché la promozione in Serie B potrebbe portare ad una rivoluzione: la fusione tra il club friulano e quello veneto.

Le indiscrezioni delle ultime settimane infatti si stanno trasformando in voci concrete. Il Pordenone, salito alla ribalta nella passata stagione per la sfida con l’Inter in Coppa Italia e oggi ad un passo dalla promozione in Serie B, con il salto di categoria si troverà infatti davanti a un problema infrastrutturale: l’attuale impianto, il Bottecchia, non sarà utilizzabile in Serie B, così come le opzioni Tognon a Fontanafredda e Mecchia a Conegliano. La strada principale porta alla Dacia Arena di Udine, che però ha costi di affitto non indifferenti.

 

A tutto questo si aggiunge una situazione in cui gli imprenditori locali della città friulana non sembrano interessati ad investire nel club e aiutare il patron Lovisa: “Qui purtroppo il crowdfunding non decolla, gli imprenditori locali evidentemente non sono interessati”, ha detto nei giorni scorsi il presidente neroverde, che con i soci ha versato oltre 6 milioni di euro dal 2013 nelle casse del club. 

Così è spuntata l’ipotesi Treviso, con due strade: una è quella che il Pordenone giochi solo le partite in Serie B al Tenni (che va comunque ristrutturato, con le prime gare che andrebbero giocate così ugualmente a Udine) oppure che venga trasferita tutta la società, che diventerebbe quindi una sorta di “Nuovo Treviso”, con l’attuale squadra veneta che oggi gioca in Eccellenza. Una operazione in stile Vicenza-Bassano o anche Spal-Giacomense, per restare in tema di spostamenti di squadre in città “storiche” per il calcio.

Un tema su cui il sindaco di Treviso non ha chiuso la porta, anzi. “Stiamo mettendo insieme – ha riferito Mario Conte, primo cittadino trevigiano, come riportato dal Messaggero Veneto – un consorzio di oltre 40 aziende pronte a investire non per interessi personali, ma per passione. Perché a Treviso c’è voglia di portare un nuovo modi di fare calcio e il Pordenone è un modello da imitare, anche per il suo settore giovanile che è un’eccellenza in Italia. Abbiamo quindi incontrato diverse società virtuose sulle quali potenzialmente investire, e tra gli incontri c’è stato anche quello confidenziale con Mauro Lovisa. Parlarne adesso è prematuro, lasciamo che il Pordenone finisca il campionato e conquisti lo straordinario traguardo della serie B. Per ora posso solo dire che questo consorzio di imprenditori appassionati si affiancherà a una squadra che nella prossima stagione giocherà a Treviso. Quale campionato? Ve lo dirò tra un mese”, ha concluso il sindaco.

Dall’altra parte, l’amministrazione comunale di Pordenone vuole comunque puntare a mantenere il club in città: le trattative proseguono anche sul tema del nuovo stadio, oltre che sul supporto degli imprenditori locali e sulla gestione pubblico-privata del centro sportivo De Marchi, dove si allena la squadra di Tesser.

Sul tema è intervenuto nuovamente anche il patron Lovisa, con una lunga lettera sul sito: “Lo affermo con forza: io, i miei soci e tutto il mio staff siamo al lavoro per la serie B, sul campo non ancora conquistata, del Pordenone Calcio e di Pordenone; per dare un futuro sempre migliore al nostro territorio e ai nostri tifosi. Mi sono sempre impegnato per il loro bene e non voglio assolutamente tradire la fiducia di chi ci è sempre stato vicino. Personalmente, dopo 12 anni di sacrifici, investimenti, serietà e infinita passione non è mia intenzione “svestire” una maglia che ho orgogliosamente indossato anche in campo”.

“Trasferirsi altrove temporaneamente è inevitabile, ma per costruire il futuro, in una categoria mai vissuta prima – e ricordo, ancora da conquistare, ci vuole la partecipazione di tutti. Per questo il territorio, lo ribadisco, si deve svegliare: non parlo chiaramente di chi c’è sempre stato, chi ci ha sostenuto nei giorni migliori (numerosi) e nei giorni meno felici (fortunatamente pochi)”.

“Le porte della nostra società sono aperte per nuovi ingressi, di tutti coloro che vogliano, finalmente partecipare attivamente al futuro del Pordenone, e della Pordenone calcistica: il progetto di crowdfunding, con obiettivo la categoria superiore, è stato creato per questo. Eppure proprio nell’ultimo periodo, oltretutto con la squadra a un passo dal sogno, le adesioni sono ferme. L’imprenditoria e le istituzioni devono dimostrare con i fatti, e ognuno per il proprio ruolo, di volere realmente la serie B, la serie B di Pordenone. È il tempo dell’agire. Convintamente. Pienamente”.

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1 COMMENTO

  1. Classica storia calcistica italiana: gli investimenti in infrastrutture vengono messe per ultimo. Hanno spesso una montagna di denaro salire di categoria e poi sono costretti a girovagare perché non hanno lo stadio a norma. Forse era meglio fare il contrario.

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