Paul Singer, fondatore e ceo di Elliott Management, (Foto: imagoeconomica/Valeriano Di Domenico)

Chi ha investito nel Milan attraverso il fondo Elliott? Sebbene sia difficile dare una risposta puntuale attraverso i documenti ufficiali, L’Economia del Corriere ha provato a rispondere a questa domanda, portando alla luce alcuni particolari finora inediti nella catena di controllo a monte della società rossonera.

Come è noto il 99,93% del Milan fa capo alla società lussemburghese Rossoneri Sport Investment Luxembourg. Il capitale di quest’ultima è interamente detenuta da un’altra società lussemburghese, Project RedBlack, il cui capitale è a sua volta detenuto da Blue Skye Financial Partners (Lussemburgo, ndr) e da alcune società indirettamente detenute da Elliott Associates L.P e da Elliott International Limited.

Chi ha investito nel Milan attraverso il fondo Elliott – Il ruolo di Blue Sky

Con l’escussione del pegno – si legge sull’inserto economico del Corriere della Sera – oltre a Elliott sono entrati nel capitale del Milan anche i due manager napoletani fondatori di Blue Skye, Salvatore Cerchione, 48 anni, e Gianluca D’Avanzo, 44 tra pochi giorni.

Cerchione e D’Avanzo avevano avuto un ruolo centrale nell’organizzare la struttura del finanziamento di Elliott a Yonghong Li. Ora, dopo l’escussione del pegno da parte del fondo USA, sono entrambi nel consiglio di amministrazione del Milan assieme agli uomini espressione della nuova proprietà (D’Avanzo anche con deleghe per l’area amministrazione e finanza).


Ma qual è oggi la loro quota diretta in Project RedBlack e quindi indiretta nel Milan? «Sotto il 5%», dicono da Elliott.

Chi ha investito nel Milan attraverso il fondo Elliott - King George e Genio Investments

Il restante 95% di Rossoneri Sport Investment Luxembourg fa invece capo a due veicoli intermedi

Tutto il resto è intestato a due società con sede nello stato USA del Delaware: King George Investments LLC, cui sono intestate 4079 azioni di classe A di Rossoneri Sport Investment, e Genio Investments LLC, che detiene altre 1920 azioni di classe A.

King George detiene dunque da sola i due terzi della partecipazione mentre la sorella Genio Investments circa un terzo.

«Le due società - spiega il gruppo Elliott interpellato in proposito - non hanno partecipazioni paritetiche perché i due fondi hanno investitori diversi e masse in gestione diverse: hanno investito nel Milan più o meno in funzione del capitale degli investitori detenuto da ciascun fondo».

Chi ha investito nel Milan attraverso il fondo Elliott - Il peso dei Singer

Andando alla fonte della proprietà, cioè dove un giorno verrà incassata l'eventuale plusvalenza per la vendita del Milan, si arriva ai due fondi speculativi: uno a Cayman e uno nel Delaware.

Quello di Cayman, Elliott International L.P., ha asset per un valore lordo (quindi compresa, presumibilmente, anche la leva finanziaria) di 51,9 miliardi di dollari, secondo un documento consegnato alla Sec nel luglio 2018.

Quello del Delaware, Elliott Associates, ha asset per 22 miliardi.

Se queste sono le proporzioni, i due terzi della proprietà del Milan fa capo all'hedge fund di Cayman che ha circa 700 investitori prevalentemente istituzionali (taglio minimo d'ingresso 5 milioni di dollari).

Da notare che circa il 7% dei sottoscrittori di questo fondo, dedicato più che altro a clienti extra Usa, sarebbero riconducibili a Elliott Management Corporation e alle sue parti correlate, cioè a Paul Singer.

L'altro terzo del Milan, anche qui «affogato» in miliardi di dollari di altre partecipazioni, è in Delaware dove il fondo Elliott Associates «conta» 710 grandi investitori.

E anche qui l'arcipelago direttamente riconducibile a Singer avrebbe una fetta consistente delle quote (circa 13%), condividendo l'ottimo rendimento che viaggia a un tasso del 13,1% annuo.

Complessivamente, dunque, considerati i pesi nei due fondi, Paul Singer e la sua famiglia avrebbero investito nel Milan circa il 9% di quanto speso complessivamente dal fondo Usa per il club rossonero.

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