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Nuove regole Fair Play Finanziario – Potrebbero esserci novità rilevanti per quanto riguarda il Fair Play Finanziario. Tra il nuovo formato del progetto e le rivelazioni di Football Leaks su presunti trattamenti di favore nei confronti di club come il Paris Saint-Germain e il Manchester City, la UEFA starebbe pensando di apportare ulteriori modifiche.

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Come riporta il quotidiano tedesco “Bild”, una prima novità sarebbe quella di limitare la spesa da parte dei club a una somma pari a quanto ricavato dalle attività puramente calcistiche. Inoltre, andrebbero rivisti i criteri di contabilizzazione degli affari sul mercato dei trasferimenti con una rivoluzione che, se confermata, obbligherebbe le società a maggior prudenza.





Sì, perché l’idea sarebbe quella di modificare le modalità di ammortamento del costo del cartellino di un calciatore. Il prezzo non verrebbe più spalmato in base agli anni di contratto del giocatore, ma su tre anni al massimo. Una decisione che, se applicata ad alcune operazioni di mercato particolarmente onerose, graverebbe non poco sui bilanci delle società. Per fare un esempio i 222 milioni spesi dal PSG per l’acquisto del brasiliano Neymar peserebbero con le nuove regole per 74 milioni sul bilancio e non per 44 milioni, come accade ora.

In sostanza i club dovrebbero quindi lavorare per far crescere il fatturato, soprattutto in relazione all’attività calcistica, in modo da potersi garantire spazi di manovra maggiori e la possibilità di sostenere investimenti importanti.

4 COMMENTI

  1. Sembra, non sorprendentemente, la classica soluzione inutile. Già oggi l’ammortamento qui non può superare i 5 anni, ma di fatto si superano come e quando si vuole. Ad esempio Dybala comprato a 32 milioni più il “bonus” di 8 milioni in base ai famosi: “determinati risultati sportivi” ma in pratica una rata posticipata. Così 2 anni dopo rinnovo e bonus e l’ammortamento diventa complessivamente di 7 anni.
    La soluzione (una delle soluzioni) è quella di limitare gli ammortamenti in funzione di parametri (fatturato netto, costo del lavoro, indebitamento ecc…) non ai fini civilistici, ma ai fini dell’FPF.

    • Napoli e Udinese utilizzano l’ammortamento con quote decrescenti (per avere ,credo, possibilità di plusvalenze più importanti nel breve termine)?! Confermi ?
      Secondo ho notato anche casi border line dove alcuni calciatori sottoscrivevano contratti di 6 anni , e quindi il costo del cartellino in questo caso è spalmato sui 6 anni? Corretto ?

      • Confermo che il Napoli utilizza quote decrescenti. Il Napoli ha (aveva) una posizione finanziaria eccezionale, con 90 milioni di liquifità. ADL ha 0 (zero) indebitamento bancario e cioè lavora su basi attive. Con quella situazione lui preferisce ammortizzare velocemente, sia per quello che hai detto tu, sia perché è (era) in condizioni di farlo anche perché gli ammortamenti erano bassi. Avevano comprato a quattro soldi tutta gente che poi Sarri gli ha trasformato in oro. Koulibaly 7,3 milioni, Hysaj 5, Ghoulam 5, Mertens e Callejon 9,5, Zielinsky 14… Higuain che era costato 39 e con Benitez faceva 13 e 15 goal in un anno venduto a 90… Jorginho comprato a 9,5 vneduto a quasi 60 mln . In più Sarri ha garantito gli incassi Champions per tre anni anche quando ci andavano due sole squadre. (Tra parentesi questo dà la misura di Adl non come imprendtore ma come persona. Fa commenti al vetriolo e pieni di astio ancora oggi su Sarri, a cui dava 700mila EUR e poi 1,4 m, metà di Di Francesco e meno di Gattuso)
        La Juve e altre squadre hanno il problema opposto, ammortamenti già parecchio alti, bilanci così così, per cui cercano di allungare il brodo.
        Non ho notizia di contratti di 6 anni in Italia. Credo che sia vietato, formalmente, o almeno inutile o superfluo, visto che non si possono ammortizzare per + di 5. Invece coi “bonus” e il rinnovo in pratica si ottiene lo stesso risultato.

  2. non serve per aumentare la competitività
    non serve per aumentare gli investimenti nel calcio
    una mezza schifezza come la prima versione…

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