Cristiano Ronaldo (Foto Federico Tardito / OnePlusNine / Insidefoto)
Cristiano Ronaldo (Foto Federico Tardito / OnePlusNine / Insidefoto)

L’affare del secolo. Così è stato definito da tutti i media (italiani) l’acquisto da parte della Juventus di Cristiano Ronaldo.

Una definizione forse un po’ esagerata, almeno dal punto di vista finanziario, visto che Neymar è costato di cartellino più del doppio, Coutinho una volta e mezzo e anche Mbappé e Dembelé sono costati di più di CR7. La stessa Juventus aveva acquistato Gonzalo Higuain due anni fa a poco meno.

Normalmente per un calciatore si considera come costo certo l’ingaggio, mentre l’acquisto dei diritti sportivi (il cosiddetto cartellino) più propriamente è un investimento, che poi potrà risultare buono, neutro o cattivo, a meno che non si tratti di giocatori già in età avanzata, il cui valore di cartellino a scadenza sarà pari a zero, nel qual caso non è un investimento con  possibili esiti futuri negativi o positivi, ma è un costo già certo a tutti gli effetti fin dall’acquisto.

Ed è appunto il caso di CR7, acquistato a 33 anni e mezzo e il cui cartellino varrà certamente zero a 37 anni e mezzo.

Non si tratta cioè di un investimento, ma di un costo certo di 115,5 milioni che si deve aggiungere ai costi di ingaggio.

I quali ufficialmente sono pari a 31 milioni netti. Il Sole 24 Ore nonché una rivista finanziaria spagnola specializzata sostengono che arriverebbero in realtà fino a 40 milioni netti coi premi concordati, tuttavia per comodità di analisi indichiamo in 31 milioni a stagione l’ingaggio netto di Cristiano.

Dal punto di vista economico-finanziario “l’affare del secolo” si può dividere in due tronconi:

  • I proventi da risultati sportivi legati all’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juve;
  • I proventi di natura commerciale associati all’arrivo di CR7 in maglia bianconera.

Affinché l’affare possa essere considerato un buon affare, se non proprio l’affare del secolo, l’insieme di queste due voci di ricavo deve almeno coprire i costi associati all’acquisto del campione portoghese.

Va detto che per quelli sportivi si devono considerare solo risultati superiori a quanto la Juventus già otteneva senza CR7. Gli scudetti e le coppe Italia la Juventus li vinceva ugualmente e in 6 anni di Champions, a partire dal 2012-13, ha ottenuto nell’ordine: quarti, eliminazione ai gironi, finale, ottavi, finale, quarti e cioè in media i quarti di finale.

La tabella seguente fa 3 ipotesi: la prima, che forse nemmeno un tifoso sfegatato farebbe, è che la Juventus vinca tutte le prossime 4 Champions. La seconda, più ragionevole, è che una volta la Juventus vinca la Champions, una volta vada in finale ma non la vinca, una volta si fermi in semifinale e una volta si fermi ai quarti, che complessivamente non è comunque un’ipotesi media, ma ben superiore alle probabilità a priori.

La terza e ultima ipotesi è che la Juventus non vada mai oltre i quarti e cioè che Ronaldo non sia servito a nulla. E’ messa solo per fare un confronto tra massimo ipotizzabile, medio e minimo.

Impatto acquisto Cristiano Ronaldo su bilancio Juventus - Ricavi legati ai risultati sportivi
Impatto acquisto Cristiano Ronaldo su bilancio Juventus – Ricavi legati ai risultati sportivi

Quello che appare immediatamente è che l’acquisto di CR7, se lo si considera intanto dal punto di vista sportivo cioè dei guadagni aggiuntivi rispetto ai quarti di finale (che la Juve già otteneva mediamente senza Cristiano Ronaldo), si rivela essere solo una perdita certa e anche piuttosto importante, da un minimo di circa 250 milioni nella migliore e anche irreale delle ipotesi a circa 350 milioni nella peggiore, con una media di quasi 300 milioni.

Resta perciò in piedi a giustificare l’acquisto del campione portoghese solo il secondo troncone, i guadagni di natura commerciale.

Nessuno può dire oggi quanti saranno, però si possono fare delle considerazioni anche alla luce di quanto riportato dai media italiani negli ultimi mesi.

La prima considerazione è relativa all’impatto dell’acquisto di Cristiano Ronaldo sul merchandising della Juventus.

Nel corso dell’assemblea dei soci dello scorso 25 ottobre, il Chief revenue officer del club bianconero, Giorgio Ricci, ha fatto sapere che grazie all’effetto Ronaldo le vendite di magliette della Juventus nei primi mesi dell’esercizio 2018-2019 sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo della stagione 2017-2018.

E’ però difficile attendersi che da sole le magliette ripaghino l’investimento fatto su CR7.

Assumendo che i proventi netti derivanti dalla vendita di prodotti e licenze raddoppino grazie all’effetto Ronaldo rispetto all’esercizio 2017-2018, passando da circa 16 milioni ad oltre 32 milioni, i ricavi incrementali (circa 16 milioni) da soli non sarebbero sufficienti a coprire il costo del fuoriclasse portoghese, nemmeno nell’ipotesi di vittoria della Champions.

A ben vedere, nonostante l’enfasi data spesso dai media a questo tema, le magliette non contano quasi niente per i club, contano gli sponsor.

Il Real Madrid, ad esempio, ha incassato solo 25 milioni dal merchandising puro su 750 milioni di ricavi operativi.

Ma in termini di sponsorizzazioni le merengues, anche senza Ronaldo, nel frattempo passato alla Juve, hanno rinnovato il proprio accordo con Adidas ad un valore, escluso il merchandising, di 110 milioni di euro a stagione per 10 anni.

Con buona pace di chi questa estate sosteneva che l’addio di CR7 (principale testimonial di Nike) avrebbe potuto rappresentare un duro colpo all’immagine del Real Madrid.

La stessa Adidas, sempre al netto del merchandising, versa annualmente alla Juventus, alla luce dell’accordo iniziato nella stagione 2015-2016 e in scadenza nel 2020-2021, “solo” 23,25 milioni di euro.

Discorso analogo per il main sponsor con Emirates che versa al Real 70 milioni di euro a stagione a fronte dei 17 milioni versati annualmente dal gruppo FCA attraverso il marchio Jeep ai bianconeri (nell’esercizio 2017-2018 il contributo di FCA è stato di 21 milioni).

L’aspettativa di molti osservatori, tra cui gli analisti di Banca IMI, è che la visibilità mediatica di CR7 possa essere sfruttata dalla dirigenza della Juve per rinegoziare a proprio favore i contratti in essere con gli sponsor. Uno scenario, quest’ultimo, che almeno per ora non si è concretizzato.

In questo senso in molti hanno puntato l’attenzione sui milioni di followers di Cristiano Ronaldo sui social media e sull’impatto che l’arrivo del campione portoghese ha avuto sulla fan base juventina sempre sui social.

Ma a ben vedere “click” e “mi piace”, almeno nel breve termine non portano un baiocco nelle casse della Juventus.

Semmai lo sbarco a Torino è stato l’affare del secolo per CR7 che ha bisogno, per i suoi affari, di avere un’immagine di stella incontrastata e che ha ottenuto a 33 anni e mezzo di giocare 4 anni in una squadra molto prestigiosa con un ingaggio di fatto quasi raddoppiato e con la certezza di fare il divo fino a quasi 38 anni, certezza che al Real Madrid, che ha già iniziato un rinnovamento dopo un ciclo irripetibile e fortunatissimo, non avrebbe più avuto.

L’affare del secolo non è nemmeno un’operazione reversibile. Indietro non si può più tornare, a differenza di Neymar o Mbappé, perché Ronaldo già da giugno prossimo è un giocatore praticamente invendibile, sulla via dei 35 anni e con un costo per anno astronomico.

Il tifoso, anche giustamente dal suo punto di vista, è fissato (giusto per non dire ossessionato) col vincere al più presto la Champions, ma un amministratore o un presidente non dovrebbero ragionare come un tifoso.

Di vincere la Champions la Juventus, come le altre grosse squadre, ha circa il 10% di probabilità a priori ogni anno e quand’anche ne vincesse finalmente una dopo quasi un quarto di secolo non succederebbe niente di così straordinariamente importante sotto il profilo economico, come non è successo niente con le due finali raggiunte in tre anni.

Perché mancano le strutture internazionali per sfruttare commercialmente la vittoria, così come è stato per le finali raggiunte. Ma per quelle ci vuole tempo e soprattutto bisogna investire e tanto.

Ma con quali soldi? Con un indebitamento finanziario netto già raddoppiato a 310 milioni, prima dell’arrivo di Ronaldo, e che sarà più o meno pari o vicino ai ricavi operativi il prossimo anno?

Se come guadagni sportivi aggiuntivi portati da CR7 già ipotizzare 15 milioni all’anno e cioè una sessantina in totale è ottimistico allora una cifra dell’ordine di 300 milioni in 4 anni deve venire fuori da ricavi commerciali aggiuntivi.

Detto in modo nudo e crudo, se si escludono le plusvalenze, si parla per il 2019 di perdite dell’ordine di 170 milioni, includendo già una crescita del 40% di ricavi commerciali e i quarti di finale e sarà all’incirca una struttura similare anche per i prossimi anni, senza nemmeno tener conto di investimenti a fini commerciali per sfruttare l’acquisto di Ronaldo.

Significa che bisognerà fare plusvalenze massicce ogni anno per pareggiare quello che non si ricava dalla gestione operativa, cioè plusvalenze dell’ordine di 150-200 milioni, il che significa vendere giocatori per fare ricavi da portarsi nell’esercizio corrente (pur comprandone altrettanti, i cui costi pluriennali poi spalmare sugli ammortamenti).

Vuol dire non tanto indebolire la squadra perché si compra per altrettanto, ma è una rotazione continua della rosa, alla caccia di plusvalenze, il che però non depone molto bene sotto l’aspetto tecnico, cioè non sembra la via più adatta  per costruire un ciclo vincente.

La rotazione era una tendenza che già si intravedeva prima di CR7 e di cui avevo già scritto qui alcuni mesi fa. Che si sarebbe dovuto ridurre, e che diventerà invece ancora più marcata col peso dell’acquisto di Ronaldo.

Il PSG, al pari della Juventus, è una squadra di primissimo ordine come valore sportivo, ma al pari della Juventus è un club al 90% locale, non un club con una dimensione internazionale e con un bacino di utenza di potenziali consumatori in tutto il mondo.

Le sbandierate decine o centinaia di milioni di tifosi esteri della Juventus (come anche di altri club) sono un’altra delle tante favole vendute alla gente dai media.

La partita Juventus – Napoli in USA l’hanno guardata in tv 90 mila persone su 325 milioni di abitanti, e sono quelle che hanno guardato Juventus-Inter l’anno scorso e quelle che starebbero sedute comode al Bernabeu o anche a San Siro.

In Cina dove vengono spacciati dai media 300 milioni di “tifosi” per l’Inter o la Juventus, sono circa 30 milioni che seguono il calcio cinese e metà seguono quello estero, su 1,5 miliardi di abitanti.

Quei mercati sono molto promettenti ma per un futuro a medio-lungo termine, non per fare ricavi favolosi l’anno prossimo o tra quattro anni.

Non basta il nome “Ronaldo”, anche se certamente aiuta. Ci vuole il nome “Juventus”.

E per quello ci vogliono le vittorie, ma soprattutto gli investimenti, tanti. 

42 COMMENTI

  1. Salve,
    Ho una domanda per l’autore Mincuo sulle cifre della sponsorizzazione Jeep.
    Nell’ariticolo si dice ‘a fronte dei 30 milioni versati annualmente dal gruppo FCA attraverso il marchio Jeep ai bianconeri’. A me risultano 17 milioni + 1 di bonus.
    Mi sono perso un rinnovo?
    Inoltre il grafico con i jersey value di vari clubs europei indica la Juve a 40. Questo dovrebbe corrispondere a 17 di Jeep + 23 di Adidas.
    Pero’ non viene inclusa Cygames (retrosponsor) di cui non sono mai state svelate le cifre (dal bilancio si potrebbero intuire una decina di milioni circa).

    Infine vorrei capire meglio le tue conclusioni. Quando dici che ci vogliono investimenti e una strategia a lungo termine, quando dici che mancano le strutture internazionali, che cosa intendi esattamente?
    La Juve fa le tourne’ estive, apre academies in tutto il mondo, fa eventi speciali (ultimo quello in NBA con i Nets), ha canali social abbastanza attivi. Cosa fanno di piu’ le altre squadre europee?
    A livello locale la Juve ha lo stadio e il JVillage che danno solidita’. Ha il progetto Undici che potrebbe diventare interessante. Piu’ di cosi’ cosa potrebbe fare?
    Lo chiedo perche’ non ho la minima idea che tipo di attivita’ promozionale facciano gli altri club europei.

    Grazie,
    Marco

    • Per la prima parte devi chiedere alla redazione perché è una parte che ha aggiunto la redazione. Per quanto riguarda la seconda parte il Real Madrid, che è l’UNICO club con una presenza nel mondo, ha un centinaio di uffici commerciali e sedi di rappresentanza in giro per il mondo. Inoltre è una media company da ANNI, cioè le sue attività non sono e non sono ormai da anni solo il calcio, ma editoria, spettacolo, ristorazione, tempo libero, didattica, cinema, letteratura, oltre a un Università propria e ad attività sociali molto rilevanti con presenza in tutto il mondo e ad esempio aiuti a 500.000 bambini nel mondo.
      La Juventus non è messa molto diversamente da altri Club, è il Real Madrid che è su un altro pianeta. Però degli altri Club, specie il Man City, stanno investendo. Il Man City ha comprato 5 – 6 squadre che ricalcano le caratteristiche del City e alcune anche col nome finale “City”. Inoltre sta investendo in attività sociali e tempo libero. Ha una previsione di un miliardo di investimenti in 4 anni, per dare un’idea all’ingrosso delle cifre.

      • Si è corretto 17 milioni da FCA. Nell’esercizio 2017-2018 sono stati 21 milioni (17 milioni + 4 milioni di bonus). Il dato è riportato a pagina 97 del bilancio della Juventus al 30 giugno 2018. Correggiamo il dato nel pezzo. Grazie

    • Si è corretto 17 milioni da FCA. Nell’esercizio 2017-2018 sono stati 21 milioni (17 milioni + 4 milioni di bonus). Il dato è riportato a pagina 97 del bilancio della Juventus al 30 giugno 2018. Correggiamo il dato nel pezzo. Grazie

  2. Una prima risposta ai temi sollevati nell’articolo si trova all’interno dell’articolo stesso: Adidas assicura al Real Madrid 110 milioni di euro a stagione, alla Juve 23.
    Il main sponsor del Real paga 70 milionil, quello della Juve 30.
    Questi gap si sono formati negli ultimi 15 anni, grazie alla maggiore visibilità che club come Real, Manchester United e Barcellona si sono garantiti con l’ingaggio di grandi campioni, prima che con i risultati raggiunti.
    L’unico modo di colmare quindi questo gap è fare il botto con i grandi nomi.
    Paradossalmente, come detto nell’articolo, la Juve poteva anche vincere la champions, prima dell’arrivo di Ronaldo, e per quanto riguarda il fatturato sarebbe cambiato poco.
    Ora però la Juve è entrata in un’altra ottica, e ragiona in una prospettiva di 10 e 20 anni in avanti, periodo in cui punta ad agguantare il fatturato delle top europee.
    Se visto quindi in rapporto ai prossimi 4 anni, l’acquisto di Ronaldo porta a perdite economiche, sicuramente, ma in prospettiva è l’unico modo per fare il salto.
    E la Juve avendo una proprietà solida, se lo può permettere.
    Non a caso la dirigenza è intenzionata a seguire questa direzione, continuando con gli acquisti “col botto”.
    E’ una visione a lungo termine.
    Rischiosa, ovviamente, ma ha un senso.

    • Quello che dici in linea di massima è giusto. La Juve aggiungo che non ha una proprietà solo solida ma solidissima ed anche enorme. Però bisogna vedere che cosa vuole fare l’Exor, non cosa vuole fare Andrea Agnelli, che conta come il due di coppe con briscola a bastoni. Gli acquisti “col botto” si possono fare ma se la proprietà butta dentro dei bei soldi, perché il costo del lavoro è già oltre i parametri dell’FPF e se anche si prendono qui su Calcioefinanza le previsioni piuttosto ottimistiche di IMI dall’anno prossio il patrimonio netto sarà azzerato e dall’anno dopo diventa negativo il che significa non solo l’FPF ma intervenire ai sensi del 2446/2447 del CC.
      Per internazionalizzare ci vogliono investimenti, come ho già detto e ripetuto e anche quelli significano soldi. La Juventus con l’attività tipica non guadagna, e quest’anno con l’agiunta di 103 milioni di plusvalenze, cioè di vendite di giocatori, ha fatto 20 milioni perdite (senza Ronaldo). Quindi tutto bene ma solo se la proprietà decide per una dimensione diversa e per investimenti rilevanti.

  3. Non capisco solo perchéo stipendio di Ronaldo è prstuicamente raddoppiato, come si sostiene nel l paragrafo in cui si dice che l’affare è più per il giocatore che per la Juve. Per il resto l’analisi può anche andare. Ma parte da presupposti errati. Non ci vuole uno scienziato fiscalità per capire che è un affare a perdere. Altrimenti non si sarebbe atteso l’avallo di Exor per comperare CR7. L’acquisto è propedeutico proprio per il discorso di allargare i mercati. È un azione di marketing con risvolti positivi a livello sportivo. E le campagne pubblicitarie di questo tipo, sul lungo periodo, costano. Le valutazioni si potranno fare tra 4 anni. Detto questo mi gioco quel che volete che tra due stagioni andrà a svernare in MLS pagato a peso d’oro.

  4. L’analisi finanziaria per i tifosi vale il giusto, comunque la juventus credo abbia una linea finanziaria con le banche non indifferente, il valore della rosa, l’immobiliare che va dallo stadio alle varie partecipazioni nel jmedical nel nuovo albergo e la restante area della continassa qualche spicciolo valga, quindi se la juventus è messa male le altre squadre italiane sono morte e sepolte. P.S Sarebbe bello vedere un acquisto decente da una sessantina di milioni con ingaggi da sette milioni da parte dell’Inter-Milan,Napoli o Roma cosa comporterebbe.

  5. Il Bayern è una società democratica. come per real e barcellona ci sono i soci che in base alla gestione e ai risultati sono molto importanti e decidono. In Italia abbiamo una famiglia che controlla la squadra principale del paese senza mettere mai soldi, usando i soldi dei tifosi per la gestione ordinaria e decidendo tutto lei. Il Risultato è che il Bayern ha 0 indebitamento, ha costruito uno stadio spettacolare come l’allianz arena per 340 milioni (con 130 milioni di ricavi annui) e un centro per le giovanili bayern campus costato 70 milioni. La Juventus gestita dalla famiglia agnelli elkann con i soldi dei tifosi ha uno stadietto costato 120 milioni con ricavi da 55 milioni di media l’anno, un centro sportivo per la prima squadra da 12milioni , e un indebitamento di 310 milioni dovuto al calciomercato.Dall’altro canto negli ultimi 10 anni rispetto lo ZERO investito nello stadio la famiglia agnelli-elkann ha messo circa 200 milioni di euro ne “lastampa” e nel “corriere della sera” per far risollevare i giornali dalla crisi dell’editoria.
    Analizzando le voci di bilancio salta all’occhio come la gran parte dei ricavi provenga dai diritti TV, soprattutto grazie alla finale di Cardiff, (mentre le altre italiane sono state eliminate presto, quindi la suddivisione del market pool è stata favorevole alla Juve). Questa voce nei prossimi anni è destinata verosimilmente a ridursi, avendo 4 squadre direttamente ai gironi (quindi già ai gironi i diritti TV andranno divisi per 4 e non per 3); e se anche aumentasse in senso assoluto, visto che i diritti della Champions verranno venduti ad un prezzo più alto, sicuramente si ridurrà in relazione alle altre big europee, che dividono il market pool per 4 già da tempo. Insomma, la Juventus aumenterà il gap con le squadre italiane non partecipanti alla CL, ma aumenterà (in negativo) anche la distanza con i top club. Il bicchiere è mezzo vuoto.

  6. La Juventus in 10 anni ha perso rispetto i top club d’Europa 800 milioni di euro di incassi da stadio considerando la capienza dell’Olimpico torinese e dello Jstadium. Il Manchester United e il Real Madrid hanno annunciato ricavi annui superiori ai 650 milioni di euro .Questo significa quasi doppiare la Juventus in termini di risorse finanziarie , di ricavi. Prima della gestione Elkann-Agnelli la Juventus aveva ricavi uguali a Barcellona, United e Real Madrid e superiori al Bayern Monaco.Significa nel lungo termine non poter competere con questi club grazie a chi NON ha investito sullo stadio, come hanno fatto e faranno i top club europei e sul marchio
    JUVE ha una proprietà disinteressata allo sviluppo del club e i 3difensori ultratrentenni su 4 esibiti vs il Real, l’acquisto folle di Ronaldo per 117 milioni,quello per 120milioni di Higuain e Matuidi insieme ad uno stadiucolo costruito con 4soldi sono l’emblema di super incompetenza e menefreghismo

  7. Facendo due conti al volo, Cr7 costa circa 80 mil l’anno di cui:

    – 32 sono quelli di Higuain
    – 15 vengono subito dallo stadio (aumento del 30% dei prezzi dei biglietti che senza CR7 non sarebbe stato possibile)
    – altri 15 almeno verranno dal merchandising come hai detto anche tu

    … e siamo gia oltre i 60

    Per i 20 restanti basta che anche solo una tra le sponsorizzazioni con Jeep e Adidas venga rinnovata anticipatamente e poi ci sono tutti gli altri sponsor vecchi e nuovi che insieme fanno piu della meta’ dei ricavi di sponsorizzazione. E questo senza nemmeno parlare di rivavi sportivi per cui basta un turno di champions in piu per guadagnare 15mil.

    • Higuain è una perdita tanto per cominciare. E’ costato 90 milioni e viene venduto in pratica a 18+36. Ossia la Juventus ci ha rimesso 36 milioni. Le plusvalenze CONTABILIi non c’entrano con le plusvalenze o minusvalenze finanziarie, che sono quelle che contano.

  8. L’autore pone ragionamenti sbagliati.

    Lui prende il costo totale (tra ingaggio e ammortamento) di CR7 su 4 anni di contratto, e su quei 4 anni crede che l’investimento si ripaghi con l’aumento marginale dei ricavi tra premi sportivi e commerciali.
    Niente di più errato e fuorviante.

    Alla Juve CR7 costa annualmente 80 milioni l’anno circa a bilancio, ma 34 di fatto li ha liberati Higuain. Quindi la Juve deve preoccuparsi di provare ad aumentare il fatturato di “almeno” 46 milioni di euro tra premi sportivi e ricavi commerciali se vuole coprire la spesa di CR7.

    46 milioni non sono un’impresa da trovare.

  9. I ricavi da merchandising sono stati 28 nel 2017/18, ipotizzando di raddopoiarli si arriva a 56 non 32.
    Il Real sul merchandising percepisce solo una piccola percentuale sulla vendita di prodotti proprio in virtù della quota estremamente alta.
    La Juve il merchandising lo gestisce in proprio per cui ha percentuali di ricavo molto più alte.

  10. Nell’articolo sono calcolati i costi di ronaldo e i guadagni che puo’ portare ronaldo. Ok. Ma se ronaldo non arrivava bisognava continuare a pagare higuain. Quindi dai costi di ronaldo vanno tolti i costi di higuain che erano pari a 33 milioni annui.

  11. Secondo me è un analisi lucida ,io adoro Cr7 ma sono mortificato dal notare che le squadre estere come poi in generale in tutte le attività ,fanno business ,programmano ,si aggiornano ,noi italiani rimaniamo sempre indietro non siamo cercato dagli sponsor non abbiamo appeal .e i risultati si vedono nelle coppe

  12. Articolo da memorizzare e confrontare con la realtà dei prossimi anni.
    Vediamo se alcune deliranti considerazioni si avvereranno o se avranno avuto ragione i dirigenti di una società che è passata da 150 a 450 milioni di fatturato in soli 7 anni …

  13. questa tua analisi non tiene conto di moltissimi fattori …il primo brand awareness ..la juventus gia’ con il cambio del logo ha voluto puntare sulla valorizzazione del marchio che ormai si distanzia anni luce dai tipici loghi delle squadre di calcio …se da un punto di vista sportivo comprare Ronaldo non e’ effettivamente una grande investimento considerando la sua eta’ ..Ronaldo permettera’ a livello commerciale alla juve di entrare in mercati dove conoscono solo Real Barcellona a Manchester e dove la serie A viene snobbata ..Ronaldo in serie A e’ un guadagno anche per le altre squadre ..e’ ovvio che si vedra’ solo col tempo se la strategia e’ quella giusta ma la Juve credo stia provando a scalare quell’ultimo gradino che le manca per entrare nell’olimpo del calcio (e non parlo dal punto di vista sportivo) e l’unico modo per provarci era acquistare un pentapallonedoro …il campione piu’ conosciuto del pianeta

  14. La perdita totale per esempio della seconda ipotesi andrebbe divisa per i 4 anni per un totale di 18 milioni di perdite che francamente nn sono irrecuperabili

  15. articolo ridicolo che parte dal presupposto di paragonare una società di calcio ad una normale, non funziona cosi’.Allora il Liverpool che ha speso 75 milioni per Van Dick pensa di recuperarlo con le magliette? certo che no.Certi acquisti vanno fatti a prescindere non in un ottica di bilancio, se guardiamo quello il calcio andrebbe chiuso questa sera.Se poi pensiamo che la juve vinceva gli scudetti con Matri e Quagliarella allora, secondo l’articolista, era pure inutile prendere Higuain.

  16. Mincuo non sono d’accordo con questo ragionamento : il business sportivo vive di contabilità separata dal mondo aziendale per come lo conosciamo

  17. Ma che calcolate che scrivete sul numero dei tifosi… ma se pure la UEFA ha dichiarato che le partite di champions Man UDT – Juve sono state dal punto di vista mediatico le più viste di tutta la storia della champions!
    Ps mai fare scrivere articoli a tifosi

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