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bilancio FIFA VAR Mondiali 2018
Gianni Infantino, presidente della FIFA (Insidefoto)

«Io posso capire che è dura accettare che un figlio di immigrati italiani sia al mio posto. Non c’è stato alcun illecito, tutto è stato fatto alla luce del sole». Con questo duro attacco il presidente della FIFA Gianni Infantino ha replicato alle rivelazioni di Football Leaks su suoi presunti “alleggerimenti” delle sanzioni relative a violazioni del fair play finanziario per alcuni club europei, quando era segretario Uefa.

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Infantino ha parlato durante una conference call, alla quale era presente anche l’ANSA, che ha riportato le sue parole: «Ho operato sempre in modo trasparente. Il nostro obiettivo era aiutare i club, non distruggerli – ha aggiunto Infantino -, ho incontrato Psg e Manchester City perché era il mio lavoro cercare un “settlement”, un accordo, e poi passarlo al panel giudicante che prende le decisioni indipendentemente».

Il numero 1 del calcio mondiale ricorda inoltre:«Questi 2 club sono stati multati di una ventina di milioni. Tra i 30 club solo due non hanno trovato accordo, uno è il Milan che ha vinto il caso al Tas. Per i club che sono stati esclusi è ben diverso; non pagavano i debiti e gli stipendi, che sono cose molto più gravi. Quindi, nessun favoritismo a nessuno, era il mio lavoro come capo amministrazione». 



Infantino ha poi toccato anche il tema del Var, che sarà introdotto nelle coppe europee a partire dal 2019: «Uefa in ritardo col Var? A volte serve tempo, ma l’importante è arrivarci. Abbiamo già detto che il Var al Mondiale è stato un successo. Ovviamente non è perfetto, ma offre un 95% di affidabilità».

Chiusura dedicata all’assegnazione dei Mondiali 2026: «La FIFA non ha aiutato nessuno», ha detto Infantino in relazione alla decisione del paese ospitante (candidatura congiunta per Usa, Messico e Canada). «Ho parlato con Trump la prima volta il 28 agosto, dopo l'assegnazione del Mondiale (il 13 giugno, ndr). La FIFA ha iniziato un nuovo corso fatto di regole chiare e trasparenti, decise ancora prima di sapere quali erano i Paesi candidati».

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«Tutto quello che è stato fatto è stato messo nero su bianco: criteri, norme, principi, tempi - ha ricordato Infantino -, e abbiamo anche deciso che sarebbe stato il Congresso e non l'Esecutivo FIFA a decidere, con un voto pubblico. Ci sono stati moltissimi tentativi di tornare ai vecchi tempi - ha aggiunto - cambiando il regolamento e facendo accordi segreti. Ma noi siamo rimasti inflessibili dall'inizio alla fine, e grazie a questo abbiamo dimostrato che la FIFA è trasparente».

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