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Supercoppa Italiana Arabia Saudita Usigrai
(foto Daniele Mascolo)

Si avvicina l’appuntamento con la finale di Supercoppa Italiana in cui a contendersi il trofeo saranno Juventus e Milan il prossimo 16 gennaio a Gedda. È ormai la decima volta che la competizione si tiene al di fuori dei nostri confini, ma in questa occasione l’Esecutivo dell’Usigrai ha deciso di non restare in silenzio.

“Diciamo no alla Supercoppa italiana in Arabia Saudita” – è l’appello lanciato dall’organismo in occasione dell’incontro con la redazione Rai della Liguria, nell’ambito del giro in tutte le regioni per presentare il Contratto di Servizio.

“È assurdo quanto inaccettabile che la Lega Calcio abbia scelto di giocare in quel Paese – prosegue la nota -, a meno di 3 mesi dell’assassinio del giornalista Khashoggi, di cui non si sono avute più notizie dopo essere entrato proprio nell’ambasciata saudita di Istanbul in Turchia”.



Il problema nasce proprio dalla scelta del Paese, non tanto dalla decisione di disputare la gara all'estero: "La Rai Servizio Pubblico - si legge ancora - ha i diritti di questo evento: come possiamo accendere i riflettori su una festa sportiva celebrata in un Paese sul quale gravano molto più che sospetti su questo omicidio? È vero che gli ultimi Mondiali si sono giocati in Russia, dove - da Anna Politkovskaya in poi - non si conta il numero di cronisti e oppositori uccisi. Ma in questo caso si va deliberatamente a giocare una gara tra due squadre italiane a casa di un regime che ancora non ha fatto chiarezza sull'omicidio Khashoggi".

L'auspicio quindi è che l'appello possa essere ascoltato: "Dato che la Rai ha i diritti di esclusiva di questa partita - prosegue il comunicato - e considerato il nostro ruolo di servizio pubblico, in applicazione del contratto di Servizio chiediamo al Cda di intercedere presso la Lega Calcio perché torni sui suoi passi e non faccia disputare il match in Arabia Saudita. Non tutto può essere monetizzabile. Perché una volta tanto la Lega Calcio, club blasonati come Juventus e Milan, non compiono un gesto che restituisca allo sport, al Calcio, il senso del suo valore sociale? Rinunciate a quei milioni di euro e giocate la partita in una città italiana che in questi mesi ha dovuto piangere vittime dell'incuria, degli abusi, degli scempi sul territorio, Genova e Palermo in testa".

 

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