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Zlatan Ibrahimovic e Gennaro Gattuso con la maglia del Milan nel campionato 2011/12 (Foto Insidefoto Alessandro Sabattini)

Costi per la rosa in linea con l’anno dell’ultimo scudetto per il Milan nella stagione 2017/18. Da quanto emerge dal bilancio 2017-2018 del club rossonero (clicca qui per leggere l’articolo sul bilancio), stipendi e ammortamenti per i calciatori sono saliti del 35% rispetto alla stagione precedente, sfiorando i 200 milioni di euro.

Nel dettaglio, i “compensi contrattuali calciatori” sono stati pari a 11,458 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto ai 101,104 milioni del 2016/17. Tra le altre cifre (che non abbiamo preso in esame in questa analisi), i compensi contrattuali allenatori sono stati pari a 8,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 6,4 milioni del 2016/17, mentre la quota variabile legaa ai risultati sportivi per i calciatori è stata pari a 3,9 milioni di euro (2,9 nel 2016/17).

Complice la scelta della dirigenza di inserire a bilancio subito tutti i giocatori, anche quelli in prestito con diritto di riscatto, il mercato da 240 milioni di euro ha comportato un aumento notevole degli ammortamenti, passati da 41,9 a 81,9 milioni di euro. Un incremento, si legge nel bilancio, “legato alla significativa campagna trasferimenti estiva 2017/18”.

Quanto è costato il mercato di Fassone e Mirabelli al Milan

L’aumento è stato pari al 97,5%: una cifra notevole, considerando che gli ammortamenti dei due esercizi precedenti (2015 e 2016/17) sono stati in totale pari a 84,2 milioni di euro.

Complessivamente, quindi, per la sola rosa nel 2017/18 il Milan ha avuto un costo pari a 193,4 milioni di euro: per trovare una cifra simile bisogna tornare indietro al 2011, annata in cui è arrivato l’ultimo scudetto per la società rossonera.

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Nell’esercizio 2011 infatti il Milan ha avuto costi allargati per la rosa pari a 196,598 milioni di euro. Costi tuttavia distribuiti diversamente rispetto ad oggi: a dominare in quel caso erano gli stipendi, pari addirittura a 152 milioni di euro con ammortamenti per “soli” 44,5 milioni. Oggi invece, complice anche l’inflazione degli ultimi anni nel costo dei cartellini più che negli stipendi, gli ammortamenti sono quasi raddoppiati per la società rossonera.

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