De Laurentiis VAR
Aurelio De Laurentiis (foto Insidefoto.com)

«Settembre 2004 è stato il momento magico di questa epoca: aver rilevato il Napoli dal fallimento, averlo portato dove siamo, con l’ammirazione internazionale e un futuro che ci aspetta. Come lo immagino? Vincente in Italia e in Europa». Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis racconta così il momento dei partenopei, a 14 anni dal suo arrivo, in una lunga intervista al Corriere dello Sport.

«Io penso che sognare di vincere sia possibile, sia nelle corde di questa società che ha fatto passi da gigante e che si è consolidata a livelli internazionali. Gli olandesi dicono che rappresentiamo un valore da 400-450 milioni, io ritengo che questo Napoli oscilli intorno al miliardo di euro: c’è un lavoro capillare, spalmato giorno dopo giorno e affrontato con il cuore, che ci ha portato sin qui», ha proseguito De Laurentiis.

«Carlo ha tre anni a disposizione, anche se mi ha appena detto che qui potrebbe rimanerci anche per sei, e ora bisogna vincere, in Italia o in Europa. O anche ovunque. Sarri? Noi eravamo già passati da uno stipendio di 700.000 euro a 1.550.000. Poi una volta ho sentito dire: al prossimo accordo voglio arricchirmi. E mi sono chiesto: allora le dichiarazioni sull’amore per la città? Io ci avevo creduto, però poi mi sono domandato: e se mi stesse usando come sponda?».

De Laurentiis rilancia poi il tema della Superlega. «Mi affascina sempre. Ma bisogna vedere con quali regole: sarebbe giusto che a realizzarlo, gestirlo e organizzarlo sia l’Eca. Un altro assurdo del calcio è questo: produciamo spettacolo e danaro e poi dobbiamo andare a bussare all’Uefa a chiedere».

Chiusura dedicata a Gravina e alla necessità di riforme. «Gravina può essere l’uomo giusto? In questo momento, sì. Siamo dentro a un biennio, che poi introdurrà ad un quadriennio: un altro, magari anche nome prestigioso, avrebbe bisogno di tempo per capire e conoscere la macchina. Ma qui dev’essere chiaro anche un aspetto: al timone ci va Gravina, però l’equipaggio deve essere rappresentato dalla Serie A, finanziatrice unica del movimento calcio. Bisogna fare un indice delle modifiche da attuare affinché il calcio italiano torni competitivo in Europa e possa soprattutto sanare il gap economico», ha concluso De Laurentiis.

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