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Sergio Ramos, capitano del Real Madrid, alza la Champions dopo la vittoria contro il Liverpool (Foto Matteo Gribaudi/Insidefoto)

Quanto conta fatturato Champions League – La Uefa Champions League 2017/18 è giunta al suo epilogo: battendo il Liverpool nella finale di Kiev, il Real Madrid si è aggiudicata la terza Champions consecutiva, la quarta in cinque anni, la tredicesima della sua storia. Al di là dello spettacolo poco esaltante visto sul campo, è stata una finale dal fascino incredibile, che ha contrapposto due fra i più importanti e vincenti club al mondo, per un totale di 17 Coppe Campioni/Champions League.

Il Real Madrid, l’Ajax (1970-1972) e il Bayern Monaco (1974-1976), sono gli unici club ad aver vinto per tre volte di fila la Coppa Campioni. Gli spagnoli sono il primo e, fino ad ora, unico club a riuscirci nell’era Champions League, dove nessun club ha mai centrato neanche il bis. Il club iberico è, quindi, l’unico ad aver trionfato consecutivamente in più occasioni nella più importante competizione al mondo per club: le prime 5 edizioni (dal 1955/56 al 1959/60) e le ultime tre (dal 2015/16 al 2017/18).

Quanto conta fatturato Champions League, i numeri

Negli anni scorsi C&F ha pubblicato le analisi relative alle edizioni della Champions League 2015/16 e 2016/17.

Come orami noto, l’influenza sul campo della dimensione economica dei club è sempre più decisiva. Complessivamente i club con maggior fatturato:

  • hanno vinto il 71,7% delle partite (71 su 99);
  • hanno ottenuto il 77,4% delle qualificazioni (24 su 31, compresa la vittoria finale);
  • hanno realizzato il 67,9% dei gol (241 su 355).

(il numero di partite considerate per l’analisi è di 99; 26 sono stati i pareggi, esclusi dall’analisi).

Quanto conta fatturato Champions League,

Numeri netti, quindi, che non lasciano spazio a dubbi: i più ricchi battono i più poveri (quasi sempre). Come logico attendersi, le differenze di rendimento in base al fatturato sono state più marcate nella fase a gironi, per poi ridursi nelle fasi successive.
Per quanto riguarda le vittorie dei club con maggiore fatturato, solo nei quarti di finale la percentuale è stata meno del 50%. Tuttavia, se guardiamo al dato relativo delle qualificazioni, il più importante, solo nella fase a gironi il valore è sceso fino al 50%, mentre nelle altre fasi il dato è nettamente a vantaggio dei club più ricchi.

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Il dato relativo alle qualificazioni della fase a gironi è dovuto alle deludenti performance del Benfica (girone A, 0 punti), Atletico Madrid (girone C), Napoli (girone F), Monaco (girone G) e Borussia Dortmund (girone H) e conseguenti eliminazioni ad opera di club con minor fatturato.

Roma (girone C) e Tottenham (girone H) hanno fatturati molto simili (differenze di poche decine di milioni di Euro) rispettivamente ad Atletico Madrid e Borussia Dortmund, avversarie nei rispettivi gruppi, per cui è difficile aspettarsi una decisiva influenza sui risultati del campo.

Le eliminazioni di Barcellona e Manchester City ad opera di Roma e Liverpool spiegano, invece, il dato dei quarti di finale.

Quanto conta fatturato Champions League, il confronto

Rispetto alle due precedenti edizioni, non cambia la sostanza dei dati, cioè non si registrano significative differenze nelle performance sul campo in relazione ai ricavi dei club. La riduzione percentuale delle vittorie dei club a maggior fatturato è dovuta al più alto numero di partite finite senza parità (+ 9 e +13 rispettivamente). In valori assoluti: 71 vittorie, 70 e 74 nelle ultime tre stagioni rispettivamente (a partire dall’ultima).

Il dato più significativo, il numero di qualificazioni raggiunte, è in lieve diminuzione nel corso delle ultime tre edizioni (24 su 31 nell’edizione 2017/18; 25 su 31 nell’edizione 2015/16; 26 su 31 nell’edizione 2016/17). Per quanto riguarda i gol realizzati (solo per le ultime due stagioni), anche se in lieve diminuzione, si attestano in un rapporto di circa 3 a 1 a favore dei club a maggior fatturato.

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Nelle ultime 10 finali, solo in due casi il club con il fatturato più basso ha avuto la meglio: l’Inter e il Chelsea entrambe contro il Bayern Monaco, rispettivamente nelle finali del 2009/10 e 2011/12.

Quanto conta fatturato Champions League, le sorprese

Nonostante il peso sempre più decisivo dei fatturati, non sono mancate le sorprese. Liverpool e Roma hanno infatti raggiunto le semifinali della competizione nonostante un fatturato più basso rispetto alle concorrenti affrontate ed eliminate negli scontri diretti, rispettivamente Manchester City e Barcellona.

Seppur sempre più di rado, il campo può fare ancora la differenza. Il Liverpool è un club che si trova a meraviglia in questa competizione, la Champions è il suo habitat naturale. Più sorprendente è il cammino dei giallorossi, che non raggiungevano questo traguardo dalla stagione 1983/84, quando persero la finale ai calci di rigore proprio contro il club di Merseyside. Notevoli anche le performance di Basilea e Šachtar, capaci di superare la fase dei gruppi, e Siviglia, eliminato ai quarti dal Bayern Monaco solo per un gol di scarto.

Anche l’edizione appena archiviata ha quindi confermato la decisiva influenza del fatturato sulle performance del campo. Al di là della nuova ripartizione, l’aumento dei premi UEFA a partire dal prossimo triennio porterà inevitabilmente ad aumentare il diaframma fra i top club e gli altri, specialmente quelli che rimarranno ai margini della competizione.

Come scritto in precedenti occasioni, solo riformando l’intero sistema (ripartizione premi, trasferimenti calciatori, gestione delle rose, riforma dei campionati nazionali), si potrà ottenere maggiore equilibrio competitivo, che in ultima analisi è l’essenza della competizione sportiva.

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