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Gianni Infantino, presidente della FIFA (Insidefoto)

«Ho in mente una riforma per regolare il potere degli agenti e le commissioni. Abbiamo il dovere di farlo per rendere tutto più chiaro». Lo ha affermato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, in merito alla regolamentazione del ruolo di agente e alle commissioni percepite sull’intermediazione dei calciatori e sui contratti.

«Chiunque faccia un lavoro ha il pieno diritto di guadagnare soldi, lo capisco perefettamente», ha aggiunto Infantino, «ma devono esserci delle regole ben precise per l’immagine del calcio. Vogliamo mandare un messaggio preciso e faremo di tutto per poterlo fare. Spero che tutto sarà più limpido entro il prossimo anno».

Secondo il report Fifa Intermediaries in international transfers: a livello globale, tra il 2013 e il 2016, sono stati spesi 1,1 miliardi di dollari per le commissioni agli agenti nei trasferimenti internazionali monitorati con il TMS (Transfer Matching System).

Vagonate di denaro portate letteralmente fuori dal sistema calcio, senza alcuna prospettiva di reinvestimento.

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Ma come si è arrivati a questo punto? La svolta, in negativo è stata la deregulation varata dalla Fifa ed entrata in vigore il 1° aprile 2015. Basta albi per gli agenti, chiunque può improvvisarsi e prestare servizio per un atleta o una società iscrivendosi all’elenco tenuto dalle federazioni nazionali, che si sono dovute adeguare.

La Figc, che aveva una normativa piuttosto ferrea, ha ripensato totalmente il regolamento, per esempio abolendo il divieto per un agente di rappresentare contemporaneamente il calciatore e il club, con buona pace dei conflitti d’interesse.

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La nuova regolamentazione Fifa sugli agenti, recepita dalle federazioni nazionali nei propri regolamenti interni, non pone tetti alle commissioni.

Il tetto del 3% dello stipendio lordo del giocatore o del prezzo del trasferimento, contemplato nell’articolo 7 del regolamento, è una semplice «raccomandazione», spesse volte disattesa. Tanto più che adesso i grossi guadagni dei procuratori sono realizzati sulle intermediazioni per le compravendite, piuttosto che sui servizi resi agli atleti in fase di sottoscrizione (o rinnovo) di un contratto.

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