Nei cinque anni in cui ha avuto la responsabilità della gestione del parco giocatori giallorosso Walter Sabatini ha portato alla Roma ricavi netti per 142,51 milioni di euro, di cui 122 milioni circa negli ultimi tre anni.

Senza contare quanto capitalizzato dal club in questa sessione del calciomercato grazie alle cessioni di alcuni calciatori (come Salah, Rudiger e Paredes) arrivati in giallorosso grazie al lavoro del dirigente umbro, e monetizzati al meglio dall’attuale ds Monchi.

Sabatini saluta, col mercato ha fatto guadagnare alla Roma 142,5 mln in 5 anni

Eppure, stando alle parole del presidente giallorosso, James Pallotta, all’emittente radiofonica Usa, Sirius XM, e riportate dal sito della Gazzetta, il lavoro di Sabatini alla Roma non sarebbe stato all’altezza delle aspettative dell’uomo d’affari americano. Che contesta all’attuale responsabile dell’area tecnica di Suning Sport proprio l’intensa attività di trading sul parco giocatori.

«Avevo perso molta fiducia in lui dopo i primi due anni. Non solo per il tipo di giocatori che stavamo comprando, ma un po’ di cose», spiega Pallotta. «I primi due anni sono stati ottimi, ma avremmo dovuto costruire su quelli e invece lui continuava semplicemente a fare scambi», afferma riferendosi al lavoro di Sabatini.

Pallotta si sofferma anche sull’arrivo in giallorosso di Monchi. «Ad agosto, parlando con Franco Baldini, ho detto che avremmo dovuto prendere un altro direttore sportivo. Ho chiesto di Monchi, Baldini mi ha detto che non sarebbe andato da nessuna parte, ma che gli avrebbe fatto una telefonata. Uscì fuori che Monchi voleva parlarmi. Voleva andare via, abbiamo avuto delle riunioni segrete e ci siamo trovati bene da subito. Siamo stati fortunati a prenderlo perché qualcun altro lo voleva per molti più soldi. In due mesi è stato un dono del cielo».

Monchi, ds della Roma Foto Andrea Staccioli / Insidefoto
Monchi, ds della Roma Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

«Monchi è un “animale” completamente diverso da quanto che ho visto finora. Quando era a Siviglia sapeva che per 15 anni doveva fare i conti con entrate e perdite perché non avevano abbastanza entrate. Per questo è diventato davvero bravo, trovando giovani giocatori che non doveva pagare un sacco di soldi e con i quali ha creato tanto valore per il club».