Walter Sabatini - Insidefoto

Quanto ha fatto guadagnare Sabatini alla Roma in plusvalenze e più in generale nella gestione del parco giocatori? Dopo l’annuncio della rescissione consensuale del contratto tra il direttore sportivo e il club giallorosso abbiamo provato a calcolarlo utilizzando i dati riportati nei bilanci della Roma.

Secondo le rilevazioni di Calcio e Finanza, nei cinque anni in cui ha avuto la responsabilità della gestione del parco giocatori giallorosso Sabatini ha portato alla Roma ricavi netti per 142,51 milioni di euro.

A questo risultato si arriva sommando la voce “gestione operativa netta del parco giocatori” riportata negli ultimi cinque bilanci della Roma. Tale voce comprende infatti le plusvalenze realizzate con la cessione dei calciatori, le eventuali minusvalenze, i ricavi legati ai giocatori dati in prestito e il costo di quelli prestati ad altri club.

Di tutte queste annate trascorse nella Capitale, la migliore del Sabatini giallorosso è stata la stagione 2015-2016, quella archiviata ieri dalla Roma con una perdita netta di 14 milioni di euro. La gestione della rosa al 30 giugno 2016 ha portato benefici per 64,16 milioni di euro soprattutto grazie alle plusvalenze incassate per le cessioni di Romagnoli, Gervinho e Miralem Pjanic: il passaggio del bosniaco alla Juventus (per 32 milioni di euro), come si deduce dalla lettura del progetto di bilancio, è stato già contabilizzato dal club, diversamente da quanto fatto dalla Juventus che aspetterà invece la fine dell’esercizio in corso (il 30 giugno 2017).

Nessuna tra le altre quattro stagioni a Roma sono state così proficue per le casse della società. Per la seconda annata migliore in termini di gestione positiva bisogna fare un balzo a fine giugno 2014, quando Sabatini chiuse la gestione operativa dei calciatori con un un saldo positivo di 30,71mln, grazie alle plusvalenze centrate per Marquinhos (27.4), Lamela (15.2), Osvaldo (5.2) e Bradley (5).

Nel 2014-2015, passato un anno e con Garcia in panchina, il lavoro di Sabatini si è chiuso con un saldo positivo di 27,6 milioni di euro e questa volta a dare ossigeno alle casse giallorosso – complessivamente in rosso per 41 milioni circa – furono Benatia che riuscì a generare una plusvalenza da 14,2 milioni e Ribeiro Josè, alias Dodò, con i suoi 7,9 milioni di beneficio contabile grazie al passaggio all’Inter.

In aggregato queste tre stagioni sono valse 122,47 milioni, cioè l’86% dell’intera gestione: i primi due anni, con Luis Enrique e Zeman in panchina, hanno portato benefici per appena 9,06 e 10,98 milioni di euro.

“Ho fallito, Milan e Inter vorrebbero stare al nostro posto”

Nel suo primo giorno da ex dirigente della Roma Sabatini non ha avuto paura ad assumersi quelle che considera le sue responsabilità per anni trascorsi senza trofei in bacheca. “Quando arrivai alla Roma parlai di ‘rivoluzione culturale’ – ha ricordato in conferenza stampa – Intendevo dire trasformare il concetto di vittoria da una possibilità a una necessità: e questa mancata rivoluzione è il mio più grande fallimento“.

Le ragioni dell’addio le ha spiegate lui stesso e sono da ricercare nel rapporto con Pallotta: “Vado via perché sono cambiate le regole d’ingaggio”, ha spiegato il ds secondo cui “il presidente e i suoi collaboratori puntano su altre prerogative, adorano la statistica e stanno cercando un algoritmo vincente“.

Da parte sua Sabatini vive “d’istinto e nel pallone ci vedo l’universo intero. Non può essere freddamente riportato alle statistiche che descrivono i giocatori, perché aiutano ma tradiscono. Io non intendo cambiare, Pallotta invece intende puntare su altro quindi verrò sostituito da una diversa cultura, da un diverso modo di fare“.

Secondo Sabatini il numero uno giallorosso “vive e pensa il calcio come vive e pensa alle sue aziende, io in maniera diversa”. Tra una pausa sigaretta e l’altra, Sabatini ha salutato i tifosi ricordando come il suo unico rammarico sia stato non vincere lo scudetto: “Siamo incappati in un ciclo incredibile della Juventus, e Milan e Inter vorrebbero stare al nostro posto“.

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