Genoa, approvato il bilancio (in rosso) 2016: no di 10 piccoli azionisti

Bilancio in rosso per il Genoa di Enrico Preziosi. E’ emerso al termine di un’accesa assemblea degli azionisti tenutasi nel tardo pomeriggio di ieri al Genoa Museum and store.

Il passivo…

RCS risultati nove mesi

Bilancio in rosso per il Genoa di Enrico Preziosi. E’ emerso al termine di un’accesa assemblea degli azionisti tenutasi nel tardo pomeriggio di ieri al Genoa Museum and store.

Il passivo del Grifone al 31 dicembre 2016 è di 4.069.462 ed è stato approvato con il ‘no’ di 10 piccoli azionisti e l’astensione di altri 5. Un rosso in calo rispetto agli ultimi 2 anni come ha spiegato l’ad Alessandro Zarbano.

“In due anni abbiamo ridotto le perdite di 22 milioni. Inoltre a dicembre Preziosi ha rinunciato a un credito di 10 milioni oltre a un versamento a favore del club di 3 milioni. Il Genoa ha la capacità finanziaria per far fronte alla situazione attuale e l’azionista di maggioranza ha sempre adempiuto ai suoi impegni”.

Quantificato lo stato debitorio della società. Al momento il club ha in corso con l’erario un debito di 50 milioni, rateizzato fino al 2021 con 10 milioni all’anno, “regolarmente pagati” spiegano dalla società, oltre a un mutuo con Banca Carige di 10 milioni rateizzati sino al 2020.

Nel frattempo, come noto, Preziosi sta proseguendo l’attività per provare a vendere il club. Diverse le manifestazioni di interesse, ma l’unico nome vero in campo rimane quello di Cellino, il cui interesse si è raffreddato negli ultimi giorni.

Tra Genova e Londra continuano i contatti dell’attuale presidente con potenziali investitori interessati. Ma la soluzione della situazione non pare imminente.

Giusto quindi aggiungere anche la precisazione del Corriere della sera: non si va a sfidare Sky, Mediaset & co. rivolgendosi direttamente ai telespettatori — impresa impossibile —, piuttosto si costruisce un palinsesto a uso e consumo per le pay tv.

Sarebbe insomma una iniziativa B2B da proporre alle televisioni e in questo senso l’esperienza già attivata della regia unica sicuramente tornerebbe molto utile.

Per i tifosi a casa non cambierebbe nulla.

La Lega già oggi produce le immagini attraverso la regia unica ma un passo del genere è paragonabile a un triplo salto carpiato: da organizzatrice del campionato diventerebbe anche editore con una società ad hoc. Un caso unico in Europa. Trattative private e vendita diretta dei contenuti senza aste.

Possibile? Tecnicamente sì, Infront, che ha alle spalle il colosso cinese Wanda, ha le capacità produttive per farlo. Servono però soldi e una visione comune in un mondo che dovrà superare la sua liti.

Il concetto parte da una considerazione: allargare la platea all’insegna del «più calcio per tutti». Quelli che pagano, naturalmente.