Claudio Lotito
Claudio Lotito presidente della Lazio (foto Insidefoto.com)

Claudio Lotito, presidente della Lazio, chiude (metaforicamente) i cancelli del Flaminio ai tifosi biancocelesti e annuncia che un eventuale stadio della Lazio non potrà che essere in periferia a Roma. Niente da fare, insomma, per chi sognava si potesse virare sullo storico campo della Capitale caduto in disuso: “Il Flaminio per la Lazio? Non esiste, con quella roba ci facessero altre attività. Lo stadio è il cuore della società sportiva, cuore affettivo ma anche economico, e deve essere costruito in periferia, come è sempre avvenuto”, ha spiegato senza troppi fronzoli il presidente del club.

I motivi per i quali bisogna preferire la periferia sono semplici, secondo Lotito: “Viabilità, parcheggi e sicurezza“. A margine della presentazione del Report Calcio 2017 Lotito ha detto: “Chiariamoci una volta per tutte, capisco che la passione, i sentimenti e la storia hanno un significato: non vogliamo disperderlo, anzi vogliamo valorizzarlo. Ma è altrettanto vero che dobbiamo produrre strutture che garantiscano risultati economici, altrimenti diventano debiti. Lo stadio non può essere una cattedrale nel deserto: non a caso avevo prospettato delle compensazioni di carattere urbanistico perché deve essere vissuto h24, 365 giorni l’anno”, ha sottolineato il patron biancoceleste non a torto.

Lotito no al Flaminio, Servirebbe l’ombrello quando piove

Ma perché allora costruirne uno nuovo? Perché per come la vede Lotito queste caratteristiche il Flaminio non le ha: “Come potete immaginare i parcheggi, la viabilità e soprattutto il risultato economico? Tra l’altro il Flaminio ha anche una serie di limiti ambientali e normativi che ne impediscono la copertura. Quindi bisognerebbe andare allo stadio con l’ombrello quando piove: penso che nel 2017 questo non sia possibile”.

Curiosità, invece, per il progetto che sta portando avanti la Roma: “Voglio vedere che fine fanno le altre cose. Al momento opportuno faremo un discorso con l’amministrazione: quando verrà data la possibilità a una squadra, è giusto che anche l’altra squadra della città abbia le stesse condizioni. Né si possono prendere scorciatoie”.