Format finale coppa italia
Dalla stagione 2007-2008, la finale di Coppa Italia è giocata in gara unica allo stadio Olimpico di Roma e alla presenza del Presidente della Repubblica (Insidefoto.com)

È tutto pronto per la festa e chi proprio non ce la può fare a raggiungere l’Olimpico per la finale di Coppa Italia dovrà solo preoccuparsi di conquistare il divano e accendere la tv. Quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, consegnerà la Coppetta ai vincitori saranno almeno in 9-10 milioni i telespettatori davanti al piccolo schermo e la felicità sarà tutta del management Rai. Viale Mazzini pregusta un’altra serata vincente grazie al pallone, ciliegina sulla torta in un anno ricco di successi in prime time quasi ad ogni fischio d’inizio: il 17 maggio è l’ultimo atto del torneo e si vuole capitalizzare al massimo le rosee previsioni puntando a fare il pieno di incassi con la cessione degli spazi pubblicitari.

Gli spot sono stati venduti a carissimo prezzo: in media, emerge da una elaborazione dati di Calcio e finanza, le pubblicità sono costate ai brand il 40% in più rispetto al prezzo pagato per le semifinali di marzo-aprile. Il paragone con gli altri turni del torneo non è ammesso perché la differenza è abissale: per la finalissima, infatti, Rai Pubblicità ha rispolverato prezzi degni di Sanremo. 

Per rendere l’idea, lo spot tabellare da 15” più caro in commercio per Juve-Lazio costerà 276mila euro; apparire sugli schermi nella fascia top (21.45) della serata conclusiva del Festival della canzone italiana è costato solo, si fa per dire, 251.850 euro, sempre per i canonici 15”. Certo, in media le ugole d’oro hanno fruttato di più alle casse della tv pubblica, ma il dato dimostra quanto appeal abbia conquistato sul mercato quel torneo a lungo snobbato dall’elite del calcio italiano.

Juventus-Lazio pubblicità sulla Rai, quando saranno gli spot

La distribuzione degli spot che la Rai ha in programma per la finalissima è quella tradizionale di viale Mazzini; si varia dal billboard “offerto da…” da 70mila euro per 4+4 messe in onda, alla pubblicità da 276mila euro trasmessa durante l’intervallo. Di media, si evince confrontando i listini tabellari di viale Mazzini, il distacco nei prezzi con la semifinale è del 40%, ma si toccano punte del +80% per gli spot del terzo break, quello che nel giorno della finale precede la premiazione: se andare in onda alle 22.30 costava 60mila euro in semifinale, con i coriandoli in canna gli stessi 15 secondi acquistano tutto un altro valore e sono venduti a 108mila in rotazione, a 124.200 in prima o ultima posizione – contro i 69mila del turno precedente.

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Del resto, qualcuno la deve pur alzare la Coppa. I brand che ormai hanno già spedito le cassette in viale Mazzini contano di poter essere visti da un numero molto alto di spettatori e per questo sono disposti a pagare fior di soldi. Come ha rilevato un’analisi di masterSport per CF, il record da battere in termini di audience televisiva è quello fissato nel 2009-2010 da Roma-Inter, quando l’anno del Triplete la Coppa Italia è finita nelle mani nerazzurre davanti a 11,6 milioni di telespettatori.

Per quest’anno il successo di pubblico ottenuto dai match nel 2017 fa ben sperare, tanto la Rai quanto i brand. Nel corso dell’anno, ricorderete, la partita più vista, dopo un lungo aggiornare la classifica dei primati, è stata la semifinale tra Juventus e Napoli giocata al San Paolo: 8,6 milioni di telespettatori in media. Impossibile sapere dove si posizionerà lo show della finale, anche se è chiaro quanto sia alta l’aspettativa sul match: passa anche da qui il valore che sarà assegnato al torneo con il bando per i diritti tv di imminente pubblicazione. Tanti spettatori, tanti soldi in palio: è diventata davvero grande la vecchia Coppetta?