Entro fine giugno il Genoa di Enrico Preziosi deve trovare capitali, o un nuovo scio, per liquidare il partner cinese Ocean Gold Global (49%). E l’assegno – come riportato da MilanoFinanza in un articolo di Andrea Montanari – è di quelli robusti: 108-110 milioni.

Si tratta della somma prevista negli accordi siglati tra i due azionisti del gruppo dei giocattoli e che prevedono anche una penale salata nel caso in cui l’imprenditore italiano non ricompri la quota del socio orientale entro fine giugno.

Preziosi – come si è saputo già nella giornata di ieri – ha avviato una serie di incontri con banche d’affari italiane ed estere per trovare una soluzione che, giocoforza, passerà della ricerca di un nuovo alleato finanziario o industriale da cercare oltre-confine.

E questa volta pare che a essere interessato all’azienda ci sia un operatore italo-americano, già incontrato più volte dallo stesso Preziosi.

Al momento, però, non ci sono trattative concrete tra le parti né accordi firmati. Ma che da parte di Preziosi ci sia la volontà di chiudere in fretta è assodato.

Anche perché poi dovrà essere affrontata la tematica relativa al controllo e alla gestione di Prenatal Retail Group, la joint venture paritetica con Artsana Group (controllata al 60% da Investindustrial e partecipata al 40% dalla famiglia Catelli) e relativa alla gestione del business retail (551 negozi in tutta Europa).

La jv, come anticipato da MF-Milano Finanza lo scorso 8 marzo, è stata di recente ricapitalizzata, da 24,7 a 40,7 milioni dai due azionisti e potrebbe essere oggetto di una nuova trattativa tra i soci, anche se al momento è stato tutto congelato.

Infine, mentre Preziosi ha deciso di accelerare sulla vendita del Genoa Calcio, che controlla al 74,89%, pare che Carige intenda accelerare sull’opzione di recupero del credito vantato nei confronti dell’immobiliare Assobello.

La società, controllata al 55% dalla holding Fingiochi (quota in pegno alla banca ligure) e partecipata da Coopsette (45%, ma ora in liquidazione coatta amministrativa), è esposta per 70-80 milioni nei confronti dell’istituto guidato dall’ad Guido Bastianini e dovrà rientrare con la cessioni di immobili (hotel e negozi) che a fine 2014 avevano un valore di bilancio vicino ai 70 milioni. A questo punto Carige potrebbe decidere di passare all’incasso.

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