udinese bilancio 2016
Giampaolo Pozzo (Insidefoto.com)

Udinese bilancio 2016 – L’Udinese chiude il bilancio al 30 giugno 2016 in profondo rosso. Le poche plusvalenze e le quote dell’ammortamento dello stadio hanno inciso nell’esercizio, chiuso con una perdita di 27 milioni di euro.

Il club della famiglia Pozzo chiude così il terzo anno consecutivo in rosso (dopo il -12 del 2013/14 e il -6 del 2014/15): anche se i primi mesi della stagione 2016/17 fanno sembrare possibile il ritorno all’utile già nell’esercizio in corso.

Udinese bilancio 2016, il fatturato

Nella stagione 2015/2016 il valore della produzione per l’Udinese è complessivamente aumentato da 54,129 milioni di Euro al 30.06.15 a 60,453 milioni di Euro al 30.06.16, pari ad un incremento del 11,68%.

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Significativo è stato l’aumento dei ricavi da gare (+111,19%, grazie all’apertura dei nuovi settori allo stadio Friuli), dei ricavi da cessione temporanea giocatori (+54,91%), dei ricavi da sponsorizzazione e proventi pubblicitari (+17,59%) e dei proventi televisivi (+ 6,63). Risultano invece diminuiti i proventi da Lega (-6,12%).

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L’impatto maggiore per quanto riguarda i ricavi resta quello dei diritti tv, che da solo vale il 60% del valore della produzione: a seguire, gli altri ricavi (15%) e i ricavi da gara (11%).

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Udinese bilancio 2016, le plusvalenze

Ormai è noto, le plusvalenze restano uno degli elementi principali dell’attività dell’Udinese: nel corso degli ultimi 30 anni, la quota complessiva incassata supera i 650 milioni di euro. Quando, però, non arrivano cessioni importanti il bilancio ne risente, e il 2015/16 ne è esempio: i friulani hanno avuto plusvalenze per “soli” 13,1 milioni di euro, contro una media annua degli ultimi precedenti 5 esercizi pari a 53,3 milioni di euro. Si tratta, quindi, di una flessione del 75,3% rispetto al valore medio delle ultime annate, con una diminuzione del 72,7% rispetto ai 48,3 milioni del 2014/15.

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Le tre maggiori fanno riferimento alla cessioni di Verre al Pescara, Naldo allo Sporting Lisbona e di Douglas Santos all’Atletico Mineiro. Inoltre, sono presenti anche 4,6 milioni di euro di plusvalenza legati ai bonus per le cessioni di Pereyra, Muriel e Basta che sono maturati in questo esercizio.

Udinese bilancio 2016, i costi

In calo invece i costi della produzione, che risultano diminuiti dai 105,822 milioni di Euro al 30.06.15 a 98,344 milioni di Euro al 30.06.16. In particolare, considerando le voci più significative, le maggiori diminuzioni si registrano nei costi per servizi (-31,07%) e nei costi per godimento beni di terzi (-13,07%).

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Risultano invece aumentati i costi del personale (+6,37%), gli ammortamenti e le svalutazioni (+4,24%), gli oneri diversi di gestione (+17,56%) e i costi per merci e materiali di consumo (+41,01%).

Udinese bilancio 2016, il costo del personale

Nell’esercizio 2015/16 i costi del personale tesserato sono passati da 27.655.899 euro ad 29.614.382, un aumento dovuto principalmente all’ampliamento dell’organico e al risultato della campagna trasferimenti invernale, che ha visto l’aumento del monte stipendi a seguito dell’ingaggio di calciatori d’esperienza come Hallfredsson e Kuzmanovic.

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Dal prossimo esercizio si prevede però già una riduzione dei costi per circa 500mila euro (dovuti ai mancati rinnovi di Di Natale, Pasquale e Domizzi) e alla riduzione del numero di giocatori, che permetterà inoltre di ridurre il peso dei relativi ammortamenti sul risultato d’esercizio.

Udinese bilancio 2016, gli ammortamenti

Insieme alle poche plusvalenze, l’altro elemento che ha inciso particolarmente sui conti dell’Udinese sono stati gli ammortamenti. La società friulana ha infatti preso la scelta di attuare ammortamenti decrescenti sia per lo Stadio Friuli che per i giocatori, concentrandoli nei primi anni (per lo stadio, argomento che approfondiremo in un pezzo a parte, sui primi 7 anni invece che a quote costanti su 99 anni).

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Lo stadio Friuli di Udine (Foto: Insidefoto.com)

In questo modo, i maggiori costi non monetari dovuti all’adozione degli ammortamenti decrescenti sono stati pari a 11.414.417 euro: complessivamente, l’ammortamento dei diritti pluriennali per i calciatori è stato pari a 26,1 milioni di euro, quello per i lavori dello stadio pari a 7,1 milioni di euro.

Udinese bilancio 2016, risultato netto e futuro

Nonostante quindi il miglioramento dei ricavi della gestione caratteristica e una diminuzione dei costi della produzione, che hanno portato ad un miglioramento del Margine Operativo Lordo (da -51,6 a -37,8 milioni), l’Udinese ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2016 con una perdita ante imposte di 36.189.989 euro, che è risultata essere una perdita netta di 27.008.141 euro (contro la perdita di 5.958.674 euro del 2015).

La stagione in corso, però, è partita nel migliore dei modi. Per verificare infatti la possibile evoluzione della gestione, l’Udinese ha redatto “situazione contabile ante imposte al 30.11.2016”, che ha avuto come risultato un utile di 12,4 milioni grazie a plusvalenze per 31,5 milioni di euro (grazie alle cessioni di De Mattos alla Fluminense, di Piris al Monterrey, di Torje al Ano RFC Terek, di Nico Lopez all’Internacional, di Zielinski al Napoli, di Bruno Fernandes alla Sampdoria e di Harbaoui all’Anderlecht), ricavi delle vendite a +46%, ricavi da sponsor a +25% e costi della produzione diminuiti del 12% (rispetto alla stessa frazione della scorsa stagione).

In ballo resta, però, l’indagine della Guardia di Finanza per gli affari sull’asse Udinese-Watford: un’inchiesta che ha portato allo slittamento dell’approvazione del bilancio e che, poiché la società ha deciso di non accantonare alcuna cifra, potrebbe portare all’intervento diretto dei Pozzo, visto che, “qualora dovessero concretizzarsi nel prossimo futuro degli accadimenti passivi (con riferimento alle indagini della GDF) potrebbe essere necessario effettuare tutte le operazioni occorrenti, per mantenere conservata la continuità aziendale”.

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