Milan e Inter: analisti economici e giornalisti spiegano i due affari da 1,3 mld totali

“Se ce l’avessero raccontato solo qualche anno fa ci saremmo messi a ridere e invece ora Milan e Inter, due squadre che hanno dominato a lungo il calcio internazionale e…

Udinese campagna abbonamenti

“Se ce l’avessero raccontato solo qualche anno fa ci saremmo messi a ridere e invece ora Milan e Inter, due squadre che hanno dominato a lungo il calcio internazionale e fatto incetta di trofei, sono di proprietà di cordate in parte di natura industriale e in parte finanziaria della Repubblica Popolare di Pechino”. Inizia dalle parole di Dario Di Vico, giornalista del Corriere della sera la lunga carrellata di “hanno detto” che Il Foglio dedica questa mattina all’affare Milan, nell’ottica anche della chiusura dell’accordo Inter – Suning di due mesi fa.

[cf-perform-video]9oe53bagr86u1j66o20dhgf42[/cf-perform-video]

La rivoluzione cinese in Serie A è maturata in poco più di un mese. Si chiude così, dopo più di trent’anni e 28 trofei vinti, l’era Berlusconi nella storia del Milan. Il nuovo presidente sarà Yonghong Li, tra i promotori dell’operazione già da due anni.

«La SinoEurope Investment Management Changxing – spiega Carlo Festa de Il Sole 24 Ore e curatore del blog The Insider – è una società veicolo costituita per l’operazione dove lead investor (cioè investitori principali con un 30% complessivo di quote) sono Haixia Capital, il fondo di Stato cinese per lo Sviluppo e gli Investimenti e l’imprenditore Yonghong Li, noto in Cina per aver acquisito diverse aziende. Haixia Capital, una società di asset management con circa 10 miliardi di dollari in gestione, è stata l’azienda scelta per entrare direttamente nell’operazione dal governo di Pechino, che puntava ad avere un ruolo nella cordata fin dalle prime discussioni con Fininvest».

Marco Iaria della Gazzetta dello sport aggiunge: «L’uomo forte della cordata cinese è Yonghong Li, presidente di questa società-veicolo e azionista futuro del Milan (al 15%?). Al tavolo con Fininvest ha recitato un ruolo da protagonista, è in predicato di investire personalmente sul club, eppure si sa poco di lui. Yonghong Li è titolare della finanziaria Jie Ande, non compare nelle classifiche di Forbes e nemmeno nei principali motori di ricerca finanziari».

[cf-perform-video]bdw5dzgygbmc1ujevplivka98[/cf-perform-video]

«Nel fondo c’è anche il governo di Taiwan, e viene da sorridere a vedere Taiwan e Pechino investire insieme nel calcio», spiega Alberto Forchielli, presidente di Mandarin Fund e profondo conoscitore del mercato cinese. Il consorzio potrebbe vedere l’ingresso di altri soggetti nelle prossime settimane, forse Grs Capital e l’imprenditore delle rinnovabili Steven Zheng.

Stefano Scacchi (il Venerdì di Repubblica): «Tre grandi squadre – Milan, Inter e Roma – in mano a proprietà straniere. E il Bologna, una delle provinciali più nobili, controllata da un imprenditore canadese. Quella che partirà tra due settimane sarà la Serie A più internazionale di sempre. Soprattutto per il ciclone cinese che ha cambiato la geografia calcistica di Milano. I nuovi ricchi asiatici si aggiungono a James Pallotta e Joey Saputo, proprietari di Roma e Bologna. Finora la frontiera della Serie A era questa: discendenti di emigrati italiani che hanno fatto fortuna in America e sono tornati per legare il loro nome al nostro calcio».

Mario Sconcerti, opinionista RAI ex di Sky Sport: «Al Milan dei nuovi cinesi si possono per ora solo fare gli auguri, quasi impossibile cercare di capirlo. Vorranno guadagnare o vincere? Il Milan diventerà per loro un affare di famiglia da conservare e amare o un tassello di altre operazioni globali? Pensano di rimanere a lungo o a fare il pieno e andarsene? Nessuno può dirlo seriamente adesso, capiremo in un paio di anni, come è stato per Thohir”.

Il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo ha invece calcolato l’intero esborso: “Il takeover cinese è costato 1,3 miliardi di euro (circa 600 milioni per l’Inter, tra equity value e indebitamento finanziario, e 740 milioni per il Milan). Più o meno la cifra impegnata da Moratti nella sua ventennale presidenza interista (mentre Berlusconi dal 1986 ha investito tra aumenti di capitale e prestiti 865 milioni)”.

Nel frattempo si attuano le direttive emanate dal Consiglio di Stato cinese a marzo 2015: un piano ripreso subito da CF – calcioefinanza.it che ha acquistato valore e significato nel giro di un anno.

[cf-perform-video]1e9syh8evibazzcaz9qaf7kjd[/cf-perform-video]

Infine ancora Di Vico del Corriere della sera: «Troppi segnali ci dicono che il calcio europeo si è messo improvvisamente a correre, che intravede la possibilità di una globalizzazione virtuosa, di entrare in nuovi ricchi mercati di consumo e ancora una volta la Terra promessa è la Cina. Il premier Xi Jinping tifa per il football perché lo considera una sorta di ammortizzatore sociale capace di creare valori patriottici e spirito collettivo in un’economia sviluppatasi rapidamente e il gruppo cinese Wanda che qualche mese fa ha acquistato la Infront (la società di diritti televisivi domiciliata in Svizzera) coltiva l’idea di una Superlega europea. Tutto si tiene, verrebbe da dire. Occhio, dunque, quest’anno alla tribuna d’onore di San Siro”.