In Cina il calcio è diventato insieme ad economia, spese militari e sicurezza informatica una delle priorità del paese. Lo ha annunciato recentemente il presidente Xi Jinping (nell’incontro con il presidente Usa Obama) includendo una task force di alto rango in materia e assegnando al vice premier Liu Yandong la sovrintendenza al capitolo calcistico. E’ la prima volta che un membro del Politburo cinese va a dedicarsi ad una materia di sviluppo sportivo.

Il mercato azionario cinese, dopo l’annuncio secondo cui il calcio in Cina diventerà priorità nazionale, ha subito risposto alla grande. Secondo Bloomberg nove imprese con legami con il calcio nazionale hanno visto i loro titoli salire in media del 158%. Intanto la Chinese Super League di quest’anno dovrebbe addirittura raddoppiare i ricavi arrivando a 129 milioni dollari.

Una crescita incoraggiante in un Paese in cui tutti gli indicatori evidenziano grandi opportunità per sviluppare il mercato calcistico a partire dalla stima di 600 milioni di tifosi potenzialmente interessati.

A metà marzo sono emersi alcuni dettagli sul piano cinese che punterà su formazione di 50 mila nuove scuole calcio in tutto il paese entro il 2025 e più finanziamenti alla squadra nazionale maschile, che attualmente occupa un poco onorevole 82esimo posto nella classifica internazionale della Fifa.

Due i proclami del presidente Xi che ha candidato la Cina ad ospitare e vincere una Coppa del Mondo, ed ha auspicato di vedere la Chinese Super League entrare nel novero dei campionati d’elite di tutto il mondo. Un tema di cui anni fa avevano parlato nel libro “Calcionomica” Simon Kuper e Stefan Szymanski. Secondo i calcoli dello scrittore e dell’economista un impegno massivo nella formazione calcistica nel paese avrebbe potuto portare a grandi successi in maniera quasi naturale. Come del resto successo in altre discipline sportive.

In attesa di vedere gli sviluppi, naturalmente, i soldi riversati sul campionato potrebbero creare un nuovo polo attrattivo che non si fermi solo allo sbarco di personaggi come Marcello Lippi, vincitore due anni fa della Champions league asiatica o quelli di campioni “una tantum” come Didier Drogba e Nicolas Anelka. L’obiettivo diventerebbe quindi quello di invertire la situazione attuale che vede la Super League come mercato di riferimento del merchandising per molti club, a partire da quelli di Premier League. Xi vuole che la Cina diventi essa stessa un polo attrattivo.

Per la Cina non si tratterà comunque di una partenza da zero. Le aziende cinesi negli ultimi anni hanno mostrato una certa attenzione al business calcistico. Tra queste Yinli Solar – il più grande produttore al mondo di panelli solari, con sede a Baoding – è stato uno degli sponsor della Coppa del Mondo Fifa 2014 in Brasile. La crescita dei ricavi del campionato di calcio è poi un altro segnale di interesse e la forza economica della Cina potrebbe essere nei prossimi anni un elemento di grande attrattività per investitori esteri intenzionati a rafforzarsi in Oriente. E presto essere sponsor di una società di Shanghai potrebbe diventare un affare redditizio almeno tanto quanto esserlo in Premier League o in Serie A.