Premi economici calciatori Italia Euro 2016. Dopo il successo con la Svezia, che ha aperto agli azzurri la strada degli ottavi di finale, si possono già iniziare a fare i conti in tasca ai calciatori.

La vittoria dell’Europeo varrà 260mila euro a testa, con un lieve ritocco rispetto ai patti del 2012. Ma la vera novità è un’altra: i bonus crescenti stavolta scatteranno dai quarti, che diventano perciò l’obiettivo minimo dichiarato. Ne scrive il quotidiano La Repubblica in seguito alla trattativa tra la squadra e il DG Michele Uva.

Un segno di ambizioni ridimensionate, finora i gettoni d’oro tintinnavano solo dalle semifinali, difficile giudicare soddisfacente un risultato peggiore.

Chiedetelo a Donadoni, che proprio ai quarti si fermò nel 2008: fermò la Spagna futura padrona di tutto, uscì solo ai rigori, ma fu cacciato in fretta come il colpevole di una disfatta.

Ora la prospettiva è mutata: arrivare fra le prime otto, con questa Nazionale mortificata da tutti e depauperata dei suoi gioielli a centrocampo, non sarebbe poi un’ignominia. E ora l’obiettivo è ad un passo, dopo le due vittorie nel girone (non accadeva addirittura dagli Europei 2000).

Curiosamente, due anni fa quando Conte firmò il contratto l’asticella fu posta più in alto: mezzo milione di bonus al ct in caso di arrivo in finale a Parigi.

 

Per gli altri azzurri, ora, il secondo posto varrà circa 220mila euro, la semifinale 170mila, l’accesso ai quarti circa 130mila, soldi che dovrebbero essere poi versati in beneficenza.

La trattativa, spiegano dalla Federcalcio, ha seguito un filo logico: quest’Europeo è un piccolo mondiale, il primo a 24 squadre, e la formula include uno step in più, gli ottavi.

Superare due turni significava approdare alle semifinali nel 2012, ai quarti questa volta. Non fa una piega, anche se l’allargamento del torneo ha ammorbidito parecchio la fase a gruppi. Ma per lasciare davvero un segno, gli sconosciuti vogliono andare più in là.